lunedì 17 febbraio 2014

QUANTO PUÒ ESSERE STUPIDO UN POPOLO?

Questa è la domanda che noi italiani dobbiamo porci tutte le mattine, mentre la tv ci riporta i fatti ed i misfatti della politica. Quei soggetti chiacchieroni ed inconcludenti li abbiamo eletti noi, quindi è colpa nostra se ci mandano a picco. Eppure nella nostra incomparabile ignoranza nazional-popolare preferiamo il rassicurante al competente. Amiamo sentirci promettere mari e monti, come se avessimo quattro anni ed i nostri genitori ci raccontassero di Babbo Natale. Un presidente della repubblica post-comunista che gioca a fare l'amicone, ma asseconda un sindaco post-democristiano, che sostiene di essere in possesso di tutte le ricette, per risolvere i mali del mondo. Un traditore peggio di Giuda, che accoltella alle spalle una figura istituzionale che conta come il due di coppe. Un tizio troppo zen per fare il presidente del consiglio in Italia; provi in Giappone. Nessun passaggio alla Camera ed al Senato, perché chi se ne frega se il premier viene individuato da una faida tra briganti? Ministri competenti non confermati e ministri inutili, come la Bonino, che cavalcano misteriosi poteri forti. Aumenti della produttività nazionale dello 0,1%, che fanno ridere anche i polli. Ex comunisti che credono ancora all'uomo forte, ed eleggono un Renzi qualsiasi, che neppure è mai stato in Parlamento. Una FIAT, che dopo avere distrutto Alfa Romeo, Lancia, Autobianchi e l'indotto industriale di una nazione, taglia la corda, cambiando nome come un profugo, un terrorista, un evasore o un fallito. Come mai, nonostante tutto, i tedeschi ed i giapponesi non vengono in Italia a costruire automobili? Chi si oppone? L'Italia è una barca dove tutti remano autonomamente e fuori sincrono. Siamo dei cattolici per finta, abituati a pensare di poter prendere in giro anche Dio, pentendoci solo a parole, dopo averne fatte di cotte e di crude. Di conseguenza, il nostro amato volgo non ha idea di cosa sia il codice penale, né quale sia la sua vera applicazione. Burocrazie che si auto-perpetuano, grazie a ministri ottusi come capre. Passacarte che rinviano, ritardano, dilazionano, attendono chiarimenti che non arriveranno mai. Però in fondo siamo convinti di essere i più furbi e belli del mondo, e pure di disporre delle migliori ugole. Ecco perché Sanremo è sempre Sanremo, e regaliamo centinaia di migliaia di euro a due comunistelli, fasulli e rassicuranti, perché presentino l'eterna menata della canzone italiana. Non andremo a votare prima del 2018? Siamo in dittatura? Il presidente Napolitano si ricorda i bei tempi in cui il PCI ci teneva all'oscuro delle foibe, e quando sostenne il diritto dell'Unione Sovietica a bastonare i suoi sudditi ungheresi e cecoslovacchi? Ai parlamentari va benissimo che non si vada più alle urne; così continueranno a rubare stipendi da dirigente che lavora, pur continuando a fare poco o niente. Nessun taglio alla Camera, né al Senato. Nessun taglio agli stipendi dei parlamentari e neppure a quelli dei loro barbieri, baristi, stenografe, portaborse ed altri parassiti pagati dai fessi, che siamo noi. I Cinque Stelle promettono che prima o poi impareranno a fare i deputati ed i senatori. Forse poi. I leghisti garantiscono che ci faranno uscire dall'euro. De Mistura garantisce che i marò torneranno in Italia, sicuramente vivi. La Bonino salva il culo a Luxuria, sebbene in quel culo ci sia poco da salvare. Qualche medaglia alle olimpiadi invernali, grazie ad atleti con nomi teutonici. Brontoliamo contro tutti, ma non vorremmo rinunciare ad alcun privilegio. Sono tutti disonesti, ma noi pretendiamo di non fare le code e essere serviti meglio degli altri. Paghiamo ancora il commissario nominato dopo il terremoto del Belice. Decreti omnibus con carattere d'urgenza, che salvano capre e cavoli. Bilanci romani sfondati, come le loro strade. Sindaci romani tutti ugualmente in ostaggio dei difensori sindacali dei nullafacenti. Risse nei congressi della CGIL, tra quelli in giacca e cravatta e quelli vestiti da operai. I servizi peggiori in Italia sono erogati da Roma, Napoli e Palermo. Perché dovremmo stupirci? Manca Reggio Calabria e poi ci sono tutte le città più mafiose di questa bella penisola abitata da furbi con le pezze al culo.

venerdì 24 gennaio 2014

DISFUNZIONARI

Quando rileviamo che la pubblica amministrazione non funziona, cioè quasi sempre, puntiamo il dito contro i dirigenti, ma in fondo sfondiamo una porta aperta. Chi assumerebbe un dirigente pubblico? Risulta a qualcuno che ci sia mai stata una fuga di cervelli di laureati in giurisprudenza? In America assumono biologici ed ingegneri italiani, non azzeccagarbugli falliti. Tornando alla cronica inefficienza della pubblica amministrazione, proviamo a scavare meglio e troveremo una massa impressionante di quelli che nel settore privato chiamano quadri. Da noi si chiamano funzionari, ed è una strana denominazione giacché sono proprio loro ad inceppare i meccanismi più semplici. Complicatori degli affari semplici di professione. Si creano orticelli con nomi altisonanti, per fare tanto fumo e poco arrosto. Nel privato sarebbero stati tutti già licenziati da anni. Nel pubblico invece ottengono le posizioni organizzative. Nulla ferma questi costosi autoreferenziali, eccetto la pensione; ma capita anche di doverli scacciare col forcone. Si vede che a casa non hanno una vita; nessun hobby, neppure un cane da portare a spasso tre volte al giorno. Sopravvivono all'elettronica ed alla telematica, continuando ad archiviando i fogli oltre ai files, e mantenendo in vita improbabili postini aziendali. Macchine multifunzione diventano nelle loro mani semplici fotocopiatrici. Software gestionali fanno perdere più tempo di quando si usavano penna e calamaio. I più inefficienti tra i funzionari inefficienti sono gli ex sindacalisti, o i sindacalisti double face, che fingono di lavorare per noi, mentre si fanno esclusivamente gli affarazzi loro. Non hanno mai lavorato e non hanno certo voglia di iniziare adesso che rubano anche la PO. Iscritti ne hanno, ma solo perché la madre dei cretini è sempre incinta. Una tra le più macroscopiche dimostrazioni di incompetenza della pubblica amministrazione ce la stanno dando in questi giorni i Comuni, con la mini IMU. Code interminabili agli sportelli, conteggi elaborati, moduli progettati da malati di mente. Tutto questo fumo passacartistico per incassare cifre quantificabili intorno al 12-15% della rendita catastale. Bastava mandare un sms o una mail a tutti i contribuenti, abilitando il pagamento con carta di credito. Il Comune di Torino ha decine di migliaia di dipendenti; che li paghiamo a fare se non servono neppure ad incassare l'IMU?

lunedì 20 gennaio 2014

DISPENSATORI DI CHIACCHIERE

Su dice che la parola sia ciò che ci distingue dagli animali. Io penso che anche la capacità di fare degenerare le ostilità in una serie praticamente interminabile di guerre sia una nostra caratteristica distintiva, che nessun animale ci invidia. Tornando alla parola, siamo sicuri che si tratti di una comunicazione efficace? Lo scritto è molto più selettivo, mentre di parlarsi addosso sono capaci quasi tutti. La chiacchiera smodata spiega il successo della quasi totalità dei sindacalisti, che sovente emettono una sequenza random di parole e frasi ad effetto, senza dire alcunché di sostanzioso. Lo scritto rappresenta la prova del nove: "verba volant, scripta manent", dicevano i romani. Tutti sono capaci di promettere; pochi tra loro hanno la capacità e la decenza di rispettare gli impegni. I politici seri preferiscono parlare poco, ma agire molto. I politicanti italiani, viceversa prediligono il parlare da soli davanti ad un pubblico amico; così hanno sempre ragione. In Italia, i politicanti di tutte le tinte fanno il possibile per dimostrare di essere tutti uguali, cioè dei buffoni. Faremo questo, costruiremo quello, aggireremo gli ostacoli, rinnoveremo la pubblica amministrazione, riformeremo il codice penale, ridurremo i costi della politica, ecc.. Queste e tante altre promesse le sentiamo sbandierare dai palchi dei convegni di partito, movimento, corrente, fondazione e pianerottolo, che si tengono nel week end. Chi paga il conto degli alberghi dove hanno luogo dette esibizioni sovente insensate? Noi cittadini contribuenti. Chi altri? Tutti i vari pagliacci della politica italiana sembra non abbiano altro da fare che parlare e parlare, anche di sabato e domenica. Ci chiediamo se non abbiano una moglie, dei figli, una casa, un cane da portare a fare i suoi bisogni. Probabilmente le loro moglie ed i loro figli meno hanno a che fare con quei mariti e quei padri meglio è. Potrebbero ripiegare sul cane, portarlo ai giardinetti, e parlare con lui. I cani sopportano di tutto dai loro padroni. Sono mesi, se non addirittura anni, che si parla della legge elettorale. Il proporzionale sarebbe giusto per definizione, garantendo un minimo a chi abbia superato la soglia utile ad ottenere un posto in parlamento. Dovremmo prima diminuire dette poltrone, considerando che ne abbiamo più del doppio rispetto agli Stati Uniti, che sono multipli rispetto all'Italia in molti e svariati modi. Cento parlamentari avrebbero più senso dei quasi mille attuali. Se non si riesce a costituire una salda maggioranza, non importa. Ormai siamo abituati ai governi tecnici. Per sbaglio potrebbe capitarci un ministro che ci azzecchi con il suo ministero. Potrebbe essere individuato un ministro degli esteri migliore della Bonino, che essendo radicale e pacifista se ne fotte abbastanza dei due marò detenuti in India. Se fossero britannici, statunitensi o francesi, gli indiani confusionari non si permetterebbero di minacciarli di fucilazione. Li avrebbero liberati con le buone, o sarebbero stati costretti a farlo con le cattive. La confusione della nostra politica chiacchierata si riverbera sulle relazioni internazionali. Nessuno in America capisce come mai la Cancellieri sia ancora al suo posto. Negli USA, Berlusconi avrebbe fatto la fine di Al Capone, mentre da noi decide con un altro extraparlamentare le riforme istituzionali e costituzionali! Eleggiamo dei cretini, per il gusto di stupirci della loro cretinaggine; ma la domanda che dobbiamo porci è: come definire un elettore che manda in parlamento un cretino ed un ladro? Da noi adoriamo i furbi, non gli intelligenti, e la parola onestà ci fa sorridere.

giovedì 26 dicembre 2013

LA VITTORIA FINALE DEI DEMOCRISTIANI

Dopo il collasso dell'apparentemente invincibile Democrazia Cristiana, i comunisti si illusero di avere sbaragliato i loro nemici storici. Invece i democristiani divennero altro e sopravvissero. Crearono partiti di centrosinistra e di centrodestra, per appoggiarsi ed aggrapparsi ai post-comunisti ed agli amici della biscia. Berlusconi stava scendendo in politica per migliorare il suo già corposo business, creato in gran parte grazie ad una certa politica (Craxi). La Margherita si schierò con gli ex comunisti, giacché anche il PCI nel frattempo aveva cambiato nome, ma non mentalità. Oggi il segretario del PD è un ex democristiano, ed anche il premier Letta è una specie di pretino. Affetto da gerontocrazia, l'ex PCI non ha mai voluto produrre nuove leve credibili, ed ora subisce l'offensiva ed il discutibile fascino del rottamatore fiorentino. L'avversario di Renzi alle primarie del PD era Cuperlo: un grigio uomo d'apparato, che è stato sconfitto più facilmente del previsto. Renzi lo ha poi cooptato alla presidenza del partito, purché se ne stia zitto e buono. I comunisti hanno sempre provato invidia per i preti, o per meglio dire nei confronti della Chiesa. Un'organizzazione monolitica e durevole, nonostante i messaggi discordanti che ha dato nel corso dei secoli: crociate, inquisizione, smodato amore per il potere e per i soldi. I comunisti, nonostante si siano sempre creduti colti, non sono mai stati in grado di attaccare i preti sul loro terreno. Per farlo, avrebbero dovuto leggere le opere di Nietzsche, che, per sentito dire, ispirò il nazismo. Per il sentito dire di altri ignoranti. In Italia, in politica, non vince il migliore, ma quello che si aggrappa meglio alle poltrone. Il nostro è un paese affetto da un formidabile bizantinismo, che è antitetico allo spirito scientifico. Garattini, che è uno scienziato, si chiede sconsolato come sia possibile dare retta ad un laureato in lettere, che sostiene di avere inventato una cura prodigiosa. Solo un popolo che confonde la fede coll'inerzia può bersi certe baggianate. La nostra classe politica è infarcita di avvocati, che per formazione sono lontanissimi dal pensiero scientifico. Infatti per loro il giusto e lo sbagliato, il diritto ed il rovescio, sono commisurati alla parcella che riescono ad estorcere. Incaricare gli avvocati di scrivere le leggi significa non avere capito come stanno le cose, giacché gli avvocati sono bravi nella misura in cui convertono il diritto in rovescio. Renzi è un laureato in giurisprudenza, ma è più che altro un democristiano, usurpatore di quel che resta del partitone della sinistra. Meno male che i comunisti italiani non sono riusciti a fare la rivoluzione; altrimenti avremmo fatto la fine della Corea del Nord, che come termine di paragone è ancora peggio della Cina, della Russia e pure di Cuba. I democristiani Letta e Renzi si guardano in cagnesco, ma non si aggrediscono direttamente, dato che il democristiano è un animale da agguati. Che fine hanno fatto i post-comunisti? Ne sopravvive qualcuno in CGIL: gente come Landini, che sembra quasi ingenuo nelle sue uscite da sessantottino. Un Capitan America dei poveri, ibernato per decenni e scongelato da poco, che si trovi all'improvviso in un mondo peggiore, e non in uno migliore. La FIAT sta chiudendo e Lapo fa lo stilista, ma Capitan Landini si guarda attorno alla ricerca del suo nemico numero uno, il Teschio Rosso, che nel suo caso dovrebbe chiamarsi il Teschio Nero, o no?

venerdì 29 novembre 2013

POST BERLUSCONI

Essere ministro e doversi dimettere al comando del capobastone non è ragionevole. Neppure se il capobastone si chiama Berlusconi. Una mossa azzeccata quella dei cinque ministri: Alfano, De Girolamo, Lorenzin, Lupi e Quagliariello, che gli hanno detto no. Così, invece di collassare il Governo, si è squagliato il PdL. I fedelissimi al bisciomane sono andati da Napolitano per chiedergli di mandare a casa Letta. Non hanno però tenuto conto che nel frattempo Berlusconi è decaduto da senatore, e che gli alfaniani hanno votato la legge di stabilità. Gli amici della biscia otterranno quindi un voto di fiducia a Letta, che sancirà una volta per tutte la fine delle larghe intese. Adesso le chiamano chiare intese, ed iniziano con il parziale ritorno dell'IMU, dato che lo Stato rimborserà ai Comuni il 4 per mille. La differenza ce la metteranno i cittadini. Spuntano nuove accuse per il Cavaliere Nero, che adesso è incarcerabile come tutti i cittadini non protetti dall'ombrello parlamentare. L'esempio dei cinque ministri sembra destinato ad essere seguito anche dai sottosegretari. Qualcuno con la scusa di essere un tecnico. Forse è un caso che anche Galliani abbia minacciato di andarsene, dando la colpa a Barbara Berlusconi e non al papy Silvio. Uno con 54 procedimenti penali sulla groppa potrebbe essere un perseguitato, ma in un paese fascista o comunista. Berlusconi invece ne ha fatte di cotte e di crude, e sarebbe un insulto alla giustizia se non venisse sanzionato. La sua tarda età gli evita la galera, ma non gli arresti domiciliari (dorati) o l'affidamento ai servizi sociali. Difficile credere che uno spocchioso come Berlusconi vada a pulire i cessi, per fare bella figura il don Mazzi di turno. Alfano inizia bene dicendo che in Italia abbiamo risorse limitate; quindi basta immigrati straccioni. Su questa strada il PD non potrà seguirlo, per non perdere i voti di troppi frignoni radical chic, che sono comunisti di nome, ma in comune non mettono alcunché. Se avremo una destra seria, come nei Paesi ricchi e seri, ci riprenderemo; altrimenti con la sinistra filo-democristiana che ci ritroviamo, non ci sarà alcun taglio alla spesa pubblica parassitaria. Chi sentirà la mancanza di Berlusconi? Forse solo la Santanchè e Bondi, che sono meno riciclabili della plastica.

giovedì 24 ottobre 2013

I FURBETTI D'EUROPA

La RAI, noto carrozzone di Stato, che ci impone il canone per pagare i moralizzatori a senso unico, trasmetterà uno sceneggiato su Adriano Olivetti. I moralizzatori e telepredicatori a senso unico sono: Fazio, Littizzetto e Crozza, che, con uno stile vagamente sinistrorso, stigmatizzano la morale altrui. Poi portano a casa dei bei soldini, anche per brevi comparsate. Riescono finanche a fare la pubblicità, alla faccia nostra! Ma torniamo ad Adriano Olivetti: uno che riusciva a fare lavorare bene, per produrre il meglio. Faceva ombra ai fottuti americani, che si sono lavorati i nostri strafottuti politici, riuscendo a mandare in malora tutta la baracca. L'Olivetti ha inventato il personal computer, poi chiamato PC da Microsoft. Il PC è stato inventato da un cinese, che lavorava per Olivetti, ma in Italia non ha avuto sbocchi. Quindi non siamo un popolo di coglioni solo da oggi: abbiamo un minimo di 50 anni di coglionaggine industriale pregressa, che è peggiorata nel tempo. Olivetti teorizzava, o meglio: sapeva, che il computer non deve essere necessariamente grande come una stanza. Gli americani, con tutte le loro università di bamboccioni, ci sono arrivati solo dopo avere clonato, scopiazzato ed azzerato il genio italico misconosciuto in patria. Poi IBM e Microsoft hanno imposto un quasi monopolio mondiale su hardware e software; adesso condiviso con Apple e Google. Con i miliardi di dollari in ballo, gli americani dovevano per forza far fuori la Olivetti. Del resto, cosa aspettarsi da gente che spia le telefonate della Merkel, ed organizza guerre per esportare la democrazia? Ai tempi di Olivetti, la FIAT vendeva milionate di automobili, che non perdevano i pezzi per la strada. La Volkswagen che arrivava in Italia era solo il Maggiolino. La Citroen propriamente detta era quella roba lunga, che tutti chiamavano "squalo". La Citroen però in Italia vendeva più che altro la 2 Cavalli: macchina per i frikkettoni; con tanto di tettuccio apribile per fare uscire il fumo delle canne. Oggigiorno anche la FIAT è andata praticamente a puttane, sebbene il tizio con il maglione blu cerchi di propinarci la palla dell'acquisizione di Chrysler. Tra un po', in Italia si venderanno più Chrysler che FIAT. Landini è spesso in tv; forse perché ha paura che i metalmeccanici lo menino. Male che vada si farà eleggere da SEL. Al G8 non ci chiameranno più, visto che contiamo come il 2 di Coppe a briscola. E noi che facciamo? Ci commuoviamo per i negri che gli scafisti ci scaricano davanti alle coste. Le navi madre si dematerializzano peggio dell'Enterprise del capitano Kirk: ecco perché Finanza e Marina Militare ne beccano una su dieci. Gli europei, quelli che a tutti gli effetti sono tali, ci hanno detto di non lagnarci per i "migranti", giacché solo uno su tre si ferma in Italia. Sono migranti, mica scemi. Berlusconi forse ha smesso di cadere in piedi, come un acrobata. Come minimo, si è storto una caviglia. Difficile che comunque Alfano gli faccia le scarpe (ortopediche). Il PD trae potere dai difetti altrui, non avendo meriti propri. Adesso c'è quel Renzi, pieno di nei come Vespa, che prometto un sacco di aria fritta. Renzi è un democristiano, che cerca di fregare il posto a quell'altro post-scudo crociato che fa il premier. Renzi ha un merito: minaccia di eliminare figure inquietanti come la Finocchiaro e la Bindi. Suo principale competitor, è Cuperlo: un oggetto misterioso, per nulla giovane o giovanile. Da noi un sacco di gente non lavora, perché lavori come il fabbro, il facchino, la sarta, il mungitore e l'addetto alle pulizie li lasciano ai romeni. I romeni ci guardano come fossimo scemi; chissà come mai. Gli zingari ROM, buttati fuori a calci dalla Romania, da noi prosperano. Non lavorano neppure se li ammazzi, ma comprano le Mercedes in contanti. Ci mancava solo un papa argentino che dice che "Dio è carcerato". Lo dicesse qualcun altro sarebbe sacrilegio. Lui invece le cazzate le può dire a raffica, essendo papa. Napolitano vuole svuotare le carceri, in nome del pietismo, del poverinismo, del buonismo e della rincoglionitaggine diffusa in un popolo con le pezze al culo. A Roma, teppisti, che pretendevano "la casa di Stato", hanno tirato pietre in testa ai malpagati uomini delle forze dell'ordine. Ne hanno arrestati alcuni, che sono stati prontamente liberati. Scusateci, abbiamo scherzato; la prossima volta potete pure tirare le bombe!

venerdì 27 settembre 2013

FINANZIAMENTO AI PARTITI E LEGGE ELETTORALE

PD e PdL litigano anche sul finanziamento pubblico ai partiti. Formulare distinguo e pregiudiziali configura una vecchia strategia di chi vuol perdere tempo e non cambiare le cose. In fondo a tutti i partiti fa comodo ricevere in regalo una barca di euro, da spendere senza alcun controllo. Meno chiaro è il disegno che sta dietro alla mancata riforma della legge elettorale; è facile che i politicanti siano talmente abituati a non lavorare che non ci riescono più neppure volendo. Quelli del PD non sono dei fulmini di guerra; lo dimostra il fatto che sono riusciti a fare cadere il Berlusconi in un'imboscata solo dopo decenni di tentativi. Che ci sia una parte della magistratura schierata a sinistra è un dato di fatto, e si riconoscono per la macchinosità e la lentezza delle loro azioni. L'unico finanziamento partitico accettabile è quello privato. Se poi succede che un partito riceva moltissimo da capitalisti e gruppi di pressione non dobbiamo scandalizzarci. Il popolo deve, per contro, imparare ad essere meno bue: se ci tieni a fare eleggere delle persone precise (nessun listino prodotto dalla gerontocrazia di partito) sgancia i contributi. A questo punto potremmo azzerare gli stipendi a deputati e senatori. Ci pensino i loro elettori a foraggiarli. Per che motivo devo versare i miei contributi in un fondo dove pescano anche quelli che mi stanno sulle scatole? Democrazia non significa necessariamente idiozia, anche se sovente la similitudine trascende la rima. Letta si è finalmente accorto che il PdL ha cercato di impallinarlo, mentre lui stava decantando la stabilità politica dell'Italia. Letta è un post-democristiano non ancora vecchio; quindi cerca di evitare la parola "dimissioni", sue ed altrui. Non può contare più di tanto sul PD, che è alle prese con quell'altro post-democristiano di Renzi. Gli ex PCI nel PD si sono rincoglioniti a forza di sparare cazzate. Succede infatti che, come quelli che usano le armi chimiche, si rimanga almeno in parte intossicati. Sorprende un po' tutti la mossa disperata dei deputati e dei senatori di Forza Italia (o come diavolo si chiamano in questi giorni). Possibile che tutti quei nullafacenti, nulladicenti e nullacombinanti rinuncino a rubare quei 20mila al mese? Molti sono avvocati, ma il mestiere del parlamentare italiano è quello che ti dà il massimo, chiedendoti il minimo: 25 anni per fare il deputato, e 40 per fare il senatore. Non servono neppure i consensi nominativi; basta che il partito disponga di tot. posti da coprire, e garantisca per te. Se fino a ieri facevi il pescivendolo, il muratore, la zoccola o l'ingegnere, è irrilevante. I cosiddetti costituzionalisti dovrebbero vergognarsi di difendere, rappresentare ed interpretare una super-legge tanto fasulla: la Costituzione (con la C maiuscola). La Costituzione avrebbe dovuto prevedere, nella sua prima stesura, la decadenza automatica del parlamentare condannato in via definitiva, ma anche in secondo o primo grado. Ogni parlamentare dovrebbe essere soggetto a revoca a richiesta di un certo numero di cittadini. Se 50mila elettori non ti vogliono, significa già che hai perso la fiducia di un italiano su mille; quindi a zappare! La "forza" del PD, a sentire loro, sarebbe quella di avere tanti leader. Troppi a dire il vero. Sono stati costretti a riesumare un ex sindacalista, per tappare la falla in attesa dell'ennesimo congresso. La debolezza del PdL è di essere una ditta privata, che ha la fiducia di un italiano su cinque. Segno che uno su cinque confonde la politica con il rapporto di lavoro dipendente. Avremmo bisogno di una destra democratica come quella della Merkel, ma anche i loro socialdemocratici sono meglio di quella roba che abbiamo in Parlamento, grillini compresi. Angela, per favore, mandaci i tuoi ex alleati liberali, e pure i verdi! Loro dovrebbero tapparsi il naso, ma la nostra politica farebbe un gran passo in avanti.