giovedì 26 dicembre 2013

LA VITTORIA FINALE DEI DEMOCRISTIANI

Dopo il collasso dell'apparentemente invincibile Democrazia Cristiana, i comunisti si illusero di avere sbaragliato i loro nemici storici. Invece i democristiani divennero altro e sopravvissero. Crearono partiti di centrosinistra e di centrodestra, per appoggiarsi ed aggrapparsi ai post-comunisti ed agli amici della biscia. Berlusconi stava scendendo in politica per migliorare il suo già corposo business, creato in gran parte grazie ad una certa politica (Craxi). La Margherita si schierò con gli ex comunisti, giacché anche il PCI nel frattempo aveva cambiato nome, ma non mentalità. Oggi il segretario del PD è un ex democristiano, ed anche il premier Letta è una specie di pretino. Affetto da gerontocrazia, l'ex PCI non ha mai voluto produrre nuove leve credibili, ed ora subisce l'offensiva ed il discutibile fascino del rottamatore fiorentino. L'avversario di Renzi alle primarie del PD era Cuperlo: un grigio uomo d'apparato, che è stato sconfitto più facilmente del previsto. Renzi lo ha poi cooptato alla presidenza del partito, purché se ne stia zitto e buono. I comunisti hanno sempre provato invidia per i preti, o per meglio dire nei confronti della Chiesa. Un'organizzazione monolitica e durevole, nonostante i messaggi discordanti che ha dato nel corso dei secoli: crociate, inquisizione, smodato amore per il potere e per i soldi. I comunisti, nonostante si siano sempre creduti colti, non sono mai stati in grado di attaccare i preti sul loro terreno. Per farlo, avrebbero dovuto leggere le opere di Nietzsche, che, per sentito dire, ispirò il nazismo. Per il sentito dire di altri ignoranti. In Italia, in politica, non vince il migliore, ma quello che si aggrappa meglio alle poltrone. Il nostro è un paese affetto da un formidabile bizantinismo, che è antitetico allo spirito scientifico. Garattini, che è uno scienziato, si chiede sconsolato come sia possibile dare retta ad un laureato in lettere, che sostiene di avere inventato una cura prodigiosa. Solo un popolo che confonde la fede coll'inerzia può bersi certe baggianate. La nostra classe politica è infarcita di avvocati, che per formazione sono lontanissimi dal pensiero scientifico. Infatti per loro il giusto e lo sbagliato, il diritto ed il rovescio, sono commisurati alla parcella che riescono ad estorcere. Incaricare gli avvocati di scrivere le leggi significa non avere capito come stanno le cose, giacché gli avvocati sono bravi nella misura in cui convertono il diritto in rovescio. Renzi è un laureato in giurisprudenza, ma è più che altro un democristiano, usurpatore di quel che resta del partitone della sinistra. Meno male che i comunisti italiani non sono riusciti a fare la rivoluzione; altrimenti avremmo fatto la fine della Corea del Nord, che come termine di paragone è ancora peggio della Cina, della Russia e pure di Cuba. I democristiani Letta e Renzi si guardano in cagnesco, ma non si aggrediscono direttamente, dato che il democristiano è un animale da agguati. Che fine hanno fatto i post-comunisti? Ne sopravvive qualcuno in CGIL: gente come Landini, che sembra quasi ingenuo nelle sue uscite da sessantottino. Un Capitan America dei poveri, ibernato per decenni e scongelato da poco, che si trovi all'improvviso in un mondo peggiore, e non in uno migliore. La FIAT sta chiudendo e Lapo fa lo stilista, ma Capitan Landini si guarda attorno alla ricerca del suo nemico numero uno, il Teschio Rosso, che nel suo caso dovrebbe chiamarsi il Teschio Nero, o no?

venerdì 29 novembre 2013

POST BERLUSCONI

Essere ministro e doversi dimettere al comando del capobastone non è ragionevole. Neppure se il capobastone si chiama Berlusconi. Una mossa azzeccata quella dei cinque ministri: Alfano, De Girolamo, Lorenzin, Lupi e Quagliariello, che gli hanno detto no. Così, invece di collassare il Governo, si è squagliato il PdL. I fedelissimi al bisciomane sono andati da Napolitano per chiedergli di mandare a casa Letta. Non hanno però tenuto conto che nel frattempo Berlusconi è decaduto da senatore, e che gli alfaniani hanno votato la legge di stabilità. Gli amici della biscia otterranno quindi un voto di fiducia a Letta, che sancirà una volta per tutte la fine delle larghe intese. Adesso le chiamano chiare intese, ed iniziano con il parziale ritorno dell'IMU, dato che lo Stato rimborserà ai Comuni il 4 per mille. La differenza ce la metteranno i cittadini. Spuntano nuove accuse per il Cavaliere Nero, che adesso è incarcerabile come tutti i cittadini non protetti dall'ombrello parlamentare. L'esempio dei cinque ministri sembra destinato ad essere seguito anche dai sottosegretari. Qualcuno con la scusa di essere un tecnico. Forse è un caso che anche Galliani abbia minacciato di andarsene, dando la colpa a Barbara Berlusconi e non al papy Silvio. Uno con 54 procedimenti penali sulla groppa potrebbe essere un perseguitato, ma in un paese fascista o comunista. Berlusconi invece ne ha fatte di cotte e di crude, e sarebbe un insulto alla giustizia se non venisse sanzionato. La sua tarda età gli evita la galera, ma non gli arresti domiciliari (dorati) o l'affidamento ai servizi sociali. Difficile credere che uno spocchioso come Berlusconi vada a pulire i cessi, per fare bella figura il don Mazzi di turno. Alfano inizia bene dicendo che in Italia abbiamo risorse limitate; quindi basta immigrati straccioni. Su questa strada il PD non potrà seguirlo, per non perdere i voti di troppi frignoni radical chic, che sono comunisti di nome, ma in comune non mettono alcunché. Se avremo una destra seria, come nei Paesi ricchi e seri, ci riprenderemo; altrimenti con la sinistra filo-democristiana che ci ritroviamo, non ci sarà alcun taglio alla spesa pubblica parassitaria. Chi sentirà la mancanza di Berlusconi? Forse solo la Santanchè e Bondi, che sono meno riciclabili della plastica.

giovedì 24 ottobre 2013

I FURBETTI D'EUROPA

La RAI, noto carrozzone di Stato, che ci impone il canone per pagare i moralizzatori a senso unico, trasmetterà uno sceneggiato su Adriano Olivetti. I moralizzatori e telepredicatori a senso unico sono: Fazio, Littizzetto e Crozza, che, con uno stile vagamente sinistrorso, stigmatizzano la morale altrui. Poi portano a casa dei bei soldini, anche per brevi comparsate. Riescono finanche a fare la pubblicità, alla faccia nostra! Ma torniamo ad Adriano Olivetti: uno che riusciva a fare lavorare bene, per produrre il meglio. Faceva ombra ai fottuti americani, che si sono lavorati i nostri strafottuti politici, riuscendo a mandare in malora tutta la baracca. L'Olivetti ha inventato il personal computer, poi chiamato PC da Microsoft. Il PC è stato inventato da un cinese, che lavorava per Olivetti, ma in Italia non ha avuto sbocchi. Quindi non siamo un popolo di coglioni solo da oggi: abbiamo un minimo di 50 anni di coglionaggine industriale pregressa, che è peggiorata nel tempo. Olivetti teorizzava, o meglio: sapeva, che il computer non deve essere necessariamente grande come una stanza. Gli americani, con tutte le loro università di bamboccioni, ci sono arrivati solo dopo avere clonato, scopiazzato ed azzerato il genio italico misconosciuto in patria. Poi IBM e Microsoft hanno imposto un quasi monopolio mondiale su hardware e software; adesso condiviso con Apple e Google. Con i miliardi di dollari in ballo, gli americani dovevano per forza far fuori la Olivetti. Del resto, cosa aspettarsi da gente che spia le telefonate della Merkel, ed organizza guerre per esportare la democrazia? Ai tempi di Olivetti, la FIAT vendeva milionate di automobili, che non perdevano i pezzi per la strada. La Volkswagen che arrivava in Italia era solo il Maggiolino. La Citroen propriamente detta era quella roba lunga, che tutti chiamavano "squalo". La Citroen però in Italia vendeva più che altro la 2 Cavalli: macchina per i frikkettoni; con tanto di tettuccio apribile per fare uscire il fumo delle canne. Oggigiorno anche la FIAT è andata praticamente a puttane, sebbene il tizio con il maglione blu cerchi di propinarci la palla dell'acquisizione di Chrysler. Tra un po', in Italia si venderanno più Chrysler che FIAT. Landini è spesso in tv; forse perché ha paura che i metalmeccanici lo menino. Male che vada si farà eleggere da SEL. Al G8 non ci chiameranno più, visto che contiamo come il 2 di Coppe a briscola. E noi che facciamo? Ci commuoviamo per i negri che gli scafisti ci scaricano davanti alle coste. Le navi madre si dematerializzano peggio dell'Enterprise del capitano Kirk: ecco perché Finanza e Marina Militare ne beccano una su dieci. Gli europei, quelli che a tutti gli effetti sono tali, ci hanno detto di non lagnarci per i "migranti", giacché solo uno su tre si ferma in Italia. Sono migranti, mica scemi. Berlusconi forse ha smesso di cadere in piedi, come un acrobata. Come minimo, si è storto una caviglia. Difficile che comunque Alfano gli faccia le scarpe (ortopediche). Il PD trae potere dai difetti altrui, non avendo meriti propri. Adesso c'è quel Renzi, pieno di nei come Vespa, che prometto un sacco di aria fritta. Renzi è un democristiano, che cerca di fregare il posto a quell'altro post-scudo crociato che fa il premier. Renzi ha un merito: minaccia di eliminare figure inquietanti come la Finocchiaro e la Bindi. Suo principale competitor, è Cuperlo: un oggetto misterioso, per nulla giovane o giovanile. Da noi un sacco di gente non lavora, perché lavori come il fabbro, il facchino, la sarta, il mungitore e l'addetto alle pulizie li lasciano ai romeni. I romeni ci guardano come fossimo scemi; chissà come mai. Gli zingari ROM, buttati fuori a calci dalla Romania, da noi prosperano. Non lavorano neppure se li ammazzi, ma comprano le Mercedes in contanti. Ci mancava solo un papa argentino che dice che "Dio è carcerato". Lo dicesse qualcun altro sarebbe sacrilegio. Lui invece le cazzate le può dire a raffica, essendo papa. Napolitano vuole svuotare le carceri, in nome del pietismo, del poverinismo, del buonismo e della rincoglionitaggine diffusa in un popolo con le pezze al culo. A Roma, teppisti, che pretendevano "la casa di Stato", hanno tirato pietre in testa ai malpagati uomini delle forze dell'ordine. Ne hanno arrestati alcuni, che sono stati prontamente liberati. Scusateci, abbiamo scherzato; la prossima volta potete pure tirare le bombe!

venerdì 27 settembre 2013

FINANZIAMENTO AI PARTITI E LEGGE ELETTORALE

PD e PdL litigano anche sul finanziamento pubblico ai partiti. Formulare distinguo e pregiudiziali configura una vecchia strategia di chi vuol perdere tempo e non cambiare le cose. In fondo a tutti i partiti fa comodo ricevere in regalo una barca di euro, da spendere senza alcun controllo. Meno chiaro è il disegno che sta dietro alla mancata riforma della legge elettorale; è facile che i politicanti siano talmente abituati a non lavorare che non ci riescono più neppure volendo. Quelli del PD non sono dei fulmini di guerra; lo dimostra il fatto che sono riusciti a fare cadere il Berlusconi in un'imboscata solo dopo decenni di tentativi. Che ci sia una parte della magistratura schierata a sinistra è un dato di fatto, e si riconoscono per la macchinosità e la lentezza delle loro azioni. L'unico finanziamento partitico accettabile è quello privato. Se poi succede che un partito riceva moltissimo da capitalisti e gruppi di pressione non dobbiamo scandalizzarci. Il popolo deve, per contro, imparare ad essere meno bue: se ci tieni a fare eleggere delle persone precise (nessun listino prodotto dalla gerontocrazia di partito) sgancia i contributi. A questo punto potremmo azzerare gli stipendi a deputati e senatori. Ci pensino i loro elettori a foraggiarli. Per che motivo devo versare i miei contributi in un fondo dove pescano anche quelli che mi stanno sulle scatole? Democrazia non significa necessariamente idiozia, anche se sovente la similitudine trascende la rima. Letta si è finalmente accorto che il PdL ha cercato di impallinarlo, mentre lui stava decantando la stabilità politica dell'Italia. Letta è un post-democristiano non ancora vecchio; quindi cerca di evitare la parola "dimissioni", sue ed altrui. Non può contare più di tanto sul PD, che è alle prese con quell'altro post-democristiano di Renzi. Gli ex PCI nel PD si sono rincoglioniti a forza di sparare cazzate. Succede infatti che, come quelli che usano le armi chimiche, si rimanga almeno in parte intossicati. Sorprende un po' tutti la mossa disperata dei deputati e dei senatori di Forza Italia (o come diavolo si chiamano in questi giorni). Possibile che tutti quei nullafacenti, nulladicenti e nullacombinanti rinuncino a rubare quei 20mila al mese? Molti sono avvocati, ma il mestiere del parlamentare italiano è quello che ti dà il massimo, chiedendoti il minimo: 25 anni per fare il deputato, e 40 per fare il senatore. Non servono neppure i consensi nominativi; basta che il partito disponga di tot. posti da coprire, e garantisca per te. Se fino a ieri facevi il pescivendolo, il muratore, la zoccola o l'ingegnere, è irrilevante. I cosiddetti costituzionalisti dovrebbero vergognarsi di difendere, rappresentare ed interpretare una super-legge tanto fasulla: la Costituzione (con la C maiuscola). La Costituzione avrebbe dovuto prevedere, nella sua prima stesura, la decadenza automatica del parlamentare condannato in via definitiva, ma anche in secondo o primo grado. Ogni parlamentare dovrebbe essere soggetto a revoca a richiesta di un certo numero di cittadini. Se 50mila elettori non ti vogliono, significa già che hai perso la fiducia di un italiano su mille; quindi a zappare! La "forza" del PD, a sentire loro, sarebbe quella di avere tanti leader. Troppi a dire il vero. Sono stati costretti a riesumare un ex sindacalista, per tappare la falla in attesa dell'ennesimo congresso. La debolezza del PdL è di essere una ditta privata, che ha la fiducia di un italiano su cinque. Segno che uno su cinque confonde la politica con il rapporto di lavoro dipendente. Avremmo bisogno di una destra democratica come quella della Merkel, ma anche i loro socialdemocratici sono meglio di quella roba che abbiamo in Parlamento, grillini compresi. Angela, per favore, mandaci i tuoi ex alleati liberali, e pure i verdi! Loro dovrebbero tapparsi il naso, ma la nostra politica farebbe un gran passo in avanti.

martedì 27 agosto 2013

CAPRE CARISMATICHE

Berlusconi rivendica di essere il leader del centro-destra, ma in realtà è il padre padrone di un partito fatto da lui, che si colloca un po' al centro ed un po' a destra. Prima c'era solo la sua azienda (Fininvest), che aveva introitato moltissimo grazie agli agganci politici (Craxi) ed all'elusione fiscale; da essa (l'azienda) nacque il partito di plastica, che subito attizzò moltissimi italiani. Costoro non ritenevano allora (e non ritengono adesso) che stare in Forza Italia o nel Partito della (o delle) Libertà significasse e significhi fare politica. I socialisti viceversa ritenevano che stare nel PSI volesse dire fare politica, ed allo stesso modo i democristiani ritenevano che stare nella DC significava tenere giù i comunisti. Socialisti e democristiani rubavano nel rispetto delle quote stabilite dal manuale Cencelli (un democristiano). Anche i comunisti rubavano in base a quelle quote, ma non ci stavano dentro con le spese. Ecco perché scoppiò Tangentopoli, che massacrò democristiani, socialisti, socialdemocratici, liberali e repubblicani, ma risparmiò stranamente i comunisti. Loro però, per cancellare le tracce, cambiarono nome due o tre volte, come fanno quelli che sono inseguiti dai creditori. I fascisti (missini) pare non siano mai riusciti ad avere neppure una fettina della torta spartita dai partiti citati. Ciò non significa che fossero onesti; semmai presuppone che esistessero in una nicchia fuori dallo spazio e dal tempo: un limbo politico. Quando Berlusconi propose loro di fare fronte comune contro i comunisti (i molto post-comunisti), i fascistelli si sentirono finalmente sdoganati, ed ottennero anche qualche ministero, qualche posto da sindaco e qualche posto da presidente di Regione. Così ebbero modo di iniziare a rubare qualcosa anche loro, in netto ritardo rispetto a tutti gli altri politici. Ritardo è cosa diversa da onestà. All'estremo opposto dell'arco parlamentare, i sedicenti comunisti presero le distanze dall'ex PCI, o forse fu il PdS a prendere le distanze da loro. Trattasi di gente abituata a criticare per il gusto di farlo. Dicono che tutto fa schifo, ma sono quasi tutti dei radical chic, che vanno in ferie a Sharm el Sheik, dove magari prendono il sole spalla a spalla con i fascisti. SEL è una discreta invenzione di Vendola, che, stando all'opposizione, è riuscito a piazzare quella piagnona della Boldrini alla presidenza della Camera. Berlusconi, da quando scese in politica, si piazzò come una zeppa nel culo all'Italia intera. "Zeppa nel culo" dà l'idea di quello che rappresenta Berlusconi per la legalità. Da chiarire che peraltro l'illegalità non l'ha inventata lui, e non è il solo politico a praticarla. Berlusconi ha affidato le sue aziende ai figli, che si prendono sul serio ed ogni tanto calmano il papy, onde evitare che le sue sparate facciano calare gli utili. I berluscones sono quei personaggi che a lui inneggiano appena aprono la bocca, ed aprono la bocca solo per parlare del presidente Berlusconi. Ci sono i berluscones avvocati, uomini e donne, e ci sono gli altri. Tra questi altri emerge, nel bene e nel male (specialmente nel male), la Santanchè, che è l'ex moglie di un chirurgo plastico, priva di ogni altro titolo da inserire nel curriculum. Titolo di studio? Da come massacra l'italiano orale, si può immaginare a stento cosa farebbe con l'italiano scritto. Ultimamente si sente talmente carismatica da poter attaccare i suoi stessi colleghi (o camerati) di partito, accusandoli di non essere abbastanza fedeli al capo. Minaccia sfracelli ed elezioni anticipate, ritenendo di poter contare su un corposo numero di elettrici pescivendole ed altre intellettuali, tipo quelle che guardano le ammucchiate televisive di Mediaset (Amici, Il Grande Fratello). Il Berlusca è stato costretto a dire alla Daniela di darsi una mossa, e di chiudere la ciabatta, perché ieri Mediaset ha perso il 6%, ed in caso di elezioni il PD batterebbe nuovamente il PdL (comunque si chiami). A Bondi non ha detto di star zitto, ma lui capisce quando deve scodinzolare e quando deve filare nella cuccia.

lunedì 22 luglio 2013

L'ORDINE ED IL CAOS

Anche nella politica italiana, si contrappongono ordine e caos. La prima battuta che sorge spontanea è che del caos siamo certi, dell'ordine un po' meno. Però, se riflettiamo, notiamo che tifano per l'ordine tutti quelli che hanno qualcosa da perdere, mentre dalla parte del caos stanno i più disperati. Quindi nello schieramento dell'ordine in Italia ci starebbero il PD, il PdL e Scelta Civica. Gli altri, i grillini, SEL e Fratelli d'Italia, tiferebbero per il caos, sperando che un crollo di tutto possa agevolarli. I rivoluzionari non conoscono abbastanza la storia da sapere che, dopo le sommosse di piazza e le ghigliottine, bussa alla porta un dittatore, che ristabilisce il suo ordine, che è più autoritario di quello che c'era prima. I supporters del caos, più poveri o più privi di speranza, sono carne da macello e da cannone. Sono loro che fanno tutta la fatica a sfasciare tutto, e sovente ci lasciano le penne. Contenti loro. Guardando per un momento fuori dai nostri confini, chi sta combattendo la guerra civile in Siria difficilmente ne trarrà beneficio. 999 su mille sopravvissuti diventeranno reduci, senza un braccio, una gamba o un occhio. Peggio dei barboni che sono adesso. Uno su mille potrebbe diventare il vice-vice-vice-tirapiedi di un prossimo capetto di periferia. Tornando al PD, che sarebbe secondo questo approccio uno dei pilastri dell'ordine politico in Italia, non possiamo dimenticare gente come la Puppato e Civati, che si sentono in dovere di formulare continuamente degli astuti distinguo sinistrorsi, e di sparare sul pianista: Letta. Puppato e Civati: chi sono costoro? Nello stagno del PD nuotano degli infiltrati del caos. Peraltro non è Renzi faccia il possibile per costruire; ogni giorno dice la sua sull'operato altrui, e pare che il sindaco di Firenze abbia ottenuto la licenza di uccidere. Nel PdL c'è Brunetta, che mille ne dice, ma una ne pensa. Le altre 999 sparate scaturiscono così spontaneamente da quel vulcano che è. Casini, da vecchio democristiano, osserva, valuta e non si schioda da lì. Se Fini avesse imparato da lui, sarebbe ancora in Parlamento. Il caos ha piazzato una di SEL alla presidenza della Camera. Parla delle donne nude in tv, di Calderoli che chiama orango la Kyenge, e dei diritti dei rifugiati, ma, quando passa a trovare l'amica Camusso nessuna delle due si ricorda dei contratti collettivi scaduti da anni e delle fabbriche chiuse o in chiusura. Napolitano è in Italia il più accanito difensore dell'ordine. Per tenere sotto controllo i suoi indegni discendenti politici ricorda continuamente loro di piantarla di organizzare delle imboscate da cretini. Cosa rappresenta questo continuo "stacchiamo la spina"? Berlusconi andrà in galera? No, perché è troppo anziano; e poi la sinistra fasulla la deve smettere di demonizzarlo, per evitare che alla fine si convinca di essere un demone immortale. Per quanto possa sembrare strano, Berlusconi opera dalla parte dell'ordine.

martedì 25 giugno 2013

UNA PALUDE

La politica italiana sembra sempre più una palude ribollente. Berlusconi è stato incastrato dalla Procura di Milano per la vicenda Ruby. Vendola dice che il suo avversario vorrebbe sconfiggerlo politicamente. Il suo avversario sarebbe Berlusconi? Come potrebbe Vendola battere Berlusconi? Forse neppure in un racconto di fantascienza. Il PD gongola discretamente, invocando il rispetto della legge e della magistratura. I catto-comunisti hanno finanche affossato la Idem, che ha sbagliato a fare una conferenza stampa senza prima aver ricevuto una contestazione dall'Agenzia delle Entrate. Non è una politica di professione, altrimenti non avrebbe abboccato all'esca del "in Germania per cose di questo tipo si dimettono". Berlusconi ne ha fatte di cotte e di crude, altrimenti non sarebbe diventato così ricco trasmettendo telefilm. Rai 2 vive di telefilm, ma siamo costretti a pagare il canone per mantenere vivo il baraccone pubblico. La pubblicità rende, ma il Silvio di miliardi ne ha fatti tanti. Non a caso è indagato anche per elusione fiscale, per non dire evasione. Sennonché su quel fronte si è blindato molto meglio che su quello del bunga bunga. I suoi portavoce insistono sullo "stile di vita", dimenticando che l'Italia è ancora un paese abbastanza cattolico e per certi versi bacchettone. I magistrati hanno colpito Berlusconi, ma mancano due gradi di giudizio. Data l'età, non andrebbe comunque in carcere. L'interdizione dai pubblici uffici lo estrometterebbe dal Parlamento, ma già adesso non è che lo frequenti molto. Potrebbe continuare a dirigere i suoi da fuori, molto meglio di quanto faccia Grillo, che ne perde due o tre a settimana. Berlusconi è come una corazzata colpita da una bordata: naviga più o meno bene come prima, ma i colpi di rimbalzo hanno danneggiato i piccoli vascelli che gli stavano attorno. Una trentina di falsi testimonianti rischia parecchio, specie i non parlamentari. Una crisi di governo non significherebbe tornare al voto, giacché i transfughi ex grillini stanno nel Gruppo Misto ed aspettano un ingaggio. Al PdL inoltre non conviene puntare tutto sull'auspicio che il voto nazionale sia completamente differente da quello amministrativo. Il PD al momento è il primo partito, senza meriti effettivi, solo per demeriti altrui. Berlusconi, che non è un fesso, promette fedeltà al governo in cogestione. Perché farsi del male? L'ultimo grillino in ordine di tempo ad abbandonare la setta ha incolpato Casaleggio ed il suo stile da azienda. Casaleggio vicino a Berlusconi è un nano insignificante. Il popolo italiano è sicuro che il cavaliere di Arcore abbia pagato non una ma una moltitudine di zoccole. Il popolo italiano, però, lungi dal sentirsi offeso da questo dispendio di euri, invidia l'anziano statista. Tanto più che, a differenza di altri politicanti, quando va a puttane spende i soldi suoi. Se proprio ci imbarchiamo a parlare di morale, vorremmo tutti sapere se tra i politici italiani ci sia qualcuno che non ha peccato, e che possa scagliare la biblica prima pietra.