venerdì 18 marzo 2011

CHE PALLE ESSERE BUONI!

Obama ha comunicato che anche gli Stati Uniti parteciperanno alla "no fly zone" in Libia. Ha altresì specificato che non invierà truppe di terra. Questo dopo avere premesso che Gheddafi è un delinquente, che ammazza il suo stesso popolo. Essendo un "buono", Obama non potrebbe mai iniziare una nuova guerra. Mandare carri armati significherebbe guerra, non "no fly zone". I piagnoni dell'ONU, che cercano anch'essi di schierarsi tra i "buoni", ci hanno messo almeno tre settimane per decidere questa mezza misura. I francesi ci sarebbero andati fin dall'inizio della guerra civile, sennonché anche loro subiscono almeno in parte la fascinazione degli inutili passacarte: diplomatici e gente simile. Il punto è che le guerre si fanno su terra, con carri armati ed appoggio aereo. I cattivi li devi stanare a fucilate, non spaventare con il lancio di volantini. C'è anche da ricordare che molti diplomatici fanno perdere tempo ai militari perché prendono mazzette da governanti buoni e cattivi. Basta che paghino. Se Obama fosse un repubblicano, non rischierebbe l'ulcera. Se fosse un repubblicano, avrebbe già mandato le portaerei, gli incrociatori ed i cacciatorpediniere. I marines avrebbero già stanato Gheddafi dalla sua tenda, e non sarebbe più in grado di fare massacrare i poveri cammellieri che gli si oppongono. Il nostro governo di centro-destra non ci tiene ad essere "buono", ma si comporta come di solito si comportano gli italiani in guerra: sperano di iniziare le ostilità a guerra già vinta. Ricordate la seconda guerra mondiale? La riforma sanitaria di Obama dovrebbe essere una bella cosa, ma gli americani si sono incazzati, peggio che se avesse iniziato tre guerre. La storia ricorda i grandi sterminatori di uomini. I capi di Stato titubanti non fanno testo.

sabato 12 marzo 2011

IL TRICOLORE E L'INNO DI MAMELI?

Tutti in piazza a difendere il tricolore! Tutti in piazza a difendere l'inno di Mameli! Tutti a difendere la Costituzione! Peccato che nessuno abbia proposto di cambiare bandiera ed inno nazionale. L'inno in effetti ci fa fare brutte figure tutte le volte che lo canticchiano, prima delle partite della nazionale di calcio. Poi ci pensano loro, i milionari in calzoncini, a seppellirci nel disagio e nel disgusto. Potremmo cambiare l'inno di Mameli, che è una marcetta, non un qualcosa di marziale e solenne. La Costituzione si può cambiare, rispettando le procedure previste dalla Costituzione medesima. Nessuno sta facendo colpi di Stato, e la riforma della giustizia non si applicherà ai processi in corso. Forse Berlusconi si sta vendicando contro la magistratura, ma i signori magistrati non sono particolarmente simpatici al popolo italiano. Sono altezzosi, lenti e macchinosi. Pare che se ne freghino dei tempi delle persone comuni, imponendo i loro. Non corrono rischi di essere sanzionati e licenziati, perché sono “poteri dello Stato”. È bastato un concorso per renderli tali. Non sono eletti dal popolo, perché la sovranità popolare in questo caso conta poco. Se ci sarà un referendum confermativo, dopo la riforma della giustizia, difficilmente il popolo darà torto a Berlusconi, e ragione alle toghe, rosse o di altra tinta. Non siamo in dittatura, infatti i piagnoni della sinistra possono fare tutte le manifestazioni che vogliono, parlando malissimo di un premier eletto dal popolo. Ultimamente la sinistra ed il popolo non sono in sintonia. Nelle piazze, attori italiani hanno sparato a zero contro i nemici della democrazia. Stiamo parlando di gente che non ha mai lavorato, nel senso che la gente comune attribuisce alla parola “lavoro”. Detti “artisti” sono offesi perché il governo ha tagliato loro i finanziamenti. Mettono sullo stesso piano la ricerca e l'arte. E loro sarebbero l'arte? Il cinema italiano è di solito una cosa penosa, che, non a caso, non vince da anni alcun premio nel concorsi internazionali. I nostri attori recitano come cani, e dovrebbero essere doppiati. E non ce ne vogliano i cani. Artisti della mutua! La ricerca è un'altra cosa. Il governo dovrebbe agevolare la ricerca utile, che è quella informatica e scientifica in genere. Cinema e letteratura si finanziano da soli, se i prodotti sono esportabili. Gli americani ci riescono benissimo, noi no. Noi cerchiamo di vivere di rendita, ma non funziona. Gli artisti in piazza, per difendere la Costituzione, dovrebbero andare a lavorare nei campi e nelle fabbriche, a mille euro mensili. Solo allora potrebbero parlare del “lavoro”. Molti tra quegli artisti sputano nel piatto dove hanno mangiato; si legga Mediaset! Ingrati ed abbastanza incapaci. Radical chic chiacchieroni. Simpatica la cantante “comunista”, che sappiamo essere proprietaria di immobili e terreni in sud America. Alla faccia della compagna!


lunedì 7 marzo 2011

I MAGISTRATI SERI

Ci sono pubblici dipendenti che non rispondono dei danni prodotti dalla loro incompetenza? Ci sono pubblici dipendenti che dopo aver superato un concorso diventano poteri dello Stato? Ci sono pubblici dipendenti che possono permettersi di rimandare le loro incombenze per anni, causando la scarcerazione di pericolosi criminali? Ci sono pubblici dipendenti che si autogovernano, si promuovono e si assolvono? Ci sono pubblici dipendenti che fanno carriera, a prescindere dai contratti collettivi bloccati? Ci sono pubblici dipendenti che dimezzano la pena detentiva a pericolosi assassini di madri e figli? Stiamo naturalmente parlando dei magistrati. Sebbene la sciocca ex sinistra si opponga per partito preso, è giunta l'ora di pretendere che questi signori, che nessuno ha eletto, lavorino come si deve. In Paesi più civili del nostro, e ci vuole poco, i magistrati sono eletti dal popolo; quindi se sgarrano cambiano mestiere. Negli stessi Paesi anche i politicanti, proprio perché eletti dal popolo, si sentono costretti alle dimissioni per motivi che in Italia farebbero ridere i polli. I magistrati che hanno voglia di lavorare, e di certo ce ne sono, non avranno problemi se la riforma di Berlusconi diverrà legge. I magistrati seri non devono temere lo sdoppiamento delle carriere: o fai il giudice, o ti occupi dell'accusa. Di seguito lo sdoppiamento del CSM, con le questioni disciplinari affidate ad un organismo esterno. La responsabilità civile è il minimo che si possa chiedere a qualsiasi pubblico dipendente, quindi anche ai magistrati. L'ex sinistra anche questa volta ha perso l'occasione per stare zitta. Gli italiani non amano la giustizia italiana, conoscendola come farraginosa, lunga, insopportabile e sostanzialmente ingiusta. Quanti genitori piangono in tv, dopo che un giudice chiaramente incapace ha assolto o sanzionato in maniera troppo soft un assassino su ruote, che ha ammazzato un inerme ragazzo o ragazza, che attraversava sulle strisce? Quel giudice deve cambiare mestiere, ma prima deve pagare il prezzo della sua incompetenza criminale. La Costituzione si può cambiare: lo prevede la Costituzione medesima. Diamo quindi una regolata a meccanismi che, dopo oltre sessanta anni, sono a dir poco inceppati.

martedì 1 marzo 2011

COSA FAREBBERO SENZA DI LUI?

Lui dichiara che la scuola pubblica non inculca ai giovani la cultura che i genitori vorrebbero fosse loro inculcata. Chiaramente è un punto di vista di destra, espresso da uno che accusa la scuola pubblica di essere di sinistra. Questo qualcuno, essendo presidente del consiglio dei ministri, dovrebbe pertanto incaricare il suo ministro (o ministra) di rivedere i contenuti dei libri di testo. Lui, Berlusconi, ci dice che la scuola privata sia preferibile a quella pubblica. Probabilmente molti di noi erano già giunti a quella conclusione, altri no. Berlusconi dovrebbe tuttavia considerare che non tutti possono permettersi di mandare i figli ad una scuola privata. Dipende dai soldi disponibili, non dall'ideologia. Il premier avrebbe dovuto aggiungere che, in ossequio alla sempre citata Costituzione, renderà possibile anche ai figli degli operai l'iscrizione e la frequentazione degli antichi licei reali, nel senso che erano frequentati da gente veramente ricca. La Costituzione anche in questo ambito è pura chiacchiera: per laurearsi in medicina occorre frequentare, quindi è necessario avere alle spalle una famiglia benestante. Viceversa è praticamente impossibile. Lo Stato non interviene in alcun modo per permettere al promettente figlio di un operaio di diventare primario, quindi non lo diventerà. Neppure l'opposizione ha detto o fatto alcunché in tal senso, confermando che Franceschini, Bersani, Di Pietro, Casini, Vendola e tutti gli altri parlano solo contro Berlusconi, ma di proposte operative neppure l'ombra. Quando il premier ha baciato l'anello di Gheddafi, e l'anello si trovava attorno ad un dito di una mano del dittatore africano, molti si sono scandalizzati. O meglio: si sono scandalizzati ricordandosene dopo l'inizio della rivolta del popolo libanese. A scoppio ritardato. Il problema è il consenso politico, non essendoci una norma che vieti di baciare gli anelli dei dittatori. Berlusconi per questo perderà voti? Vedremo. Questa è la forma, la chiacchiera, che riempie da sola quasi tutta una trasmissione RAI di prima serata. Le opposizioni hanno dovuto ammettere che Moro, Prodi ed i post-comunisti hanno sempre trattato bene Gheddafi, in nome del petrolio e del gas. Come mai siamo tanto ricattabili? Semplice: non solo non abbiamo il nucleare, ma continuiamo a perdere tempo per quel che concerne le torri eoliche e la diffusione massiccia dei pannelli fotovoltaici. Il nucleare è di destra, e le torri eoliche sono di sinistra? Iniziamo almeno da queste ultime, giusto per finirla di parlare a vanvera. Pare che però gli ambientalisti radical chic siano offesi dall'estetica di dette torri, ma in fondo quanti sono questi "verdi"? Se li hanno buttati fuori dal parlamento, vuol dire che sono proprio tre gatti (neppure quattro). L'opposizione deve sperare che Berlusconi campi ancora a lungo, perché altrimenti di cosa parleranno quei teneri cervellini, privi di qualunque creatività. Potrebbero lavorare e non poco sulla riforma costituzionale, ma si sono convinti che il testo post-bellico sia un monolite. Dove hanno studiato e dove diavolo si sono laureati quei conoscitori del diritto a corrente alternata?

lunedì 28 febbraio 2011

SAREBBE ORA DI IMPIEGARE IL FRECCIA

Si è già rilevato quanto il veicolo Lince sia inadeguato alla missione militare in Afghanistan. Qualcuno aveva già annunciato, in occasione di uno dei troppi “incidenti” mortali in zona di guerra che ai nostri militari sarebbe stato fornito in alternativa il Freccia. Questo qualcuno era ed è il ministro della difesa La Russa. Mettendoli a confronto, è evidente la superiorità del Freccia, che è un 8x8, pesante fino a 26 tonnellate, rispetto al Lince, che è solo un 4x4, che pesa al massimo 7 tonnellate. Il Freccia pesa quasi quattro volte il Lince, ha otto ruote da venti pollici, ed è alto tre metri. Il Lince di ruote ne ha solo quattro, da sedici pollici, ed è alto due metri. Non ci sono dubbi sulla maggiore vulnerabilità del Lince, che assomiglia più ad un SUV che ad un blindato. Il Lince è lungo solo 4,7 metri, contro gli 8,6 del Freccia: il Freccia è lungo quasi il doppio, ed è largo 2,9 metri. Il Lince è largo 2,1 metri. Quale mancanza di rispetto nei confronti dei nostri militari ci induce a farli circolare su un tale giocattolo? Il Freccia ha un motore adeguato alla stazza: 405 kw, contro i miseri 136 del Lince. Maggioranza ed opposizione sono favorevoli alle missioni militari cosiddette “umanitarie”. Deputati e senatori, gente che difficilmente ha lavorato con il sudore della fronte, sono molto ardimentosi a mandare a morire i nostri giovani, per difendere zone tribali, delle quali agli italiani nulla importa. Forse il nostro esercito ed i politicanti sono d’accordo sulla possibilità di mettere le mani su petrolio, gas e tutto ciò che si può estrarre dalle viscere della terra. Un sospetto o una certezza? Invitiamo i quasi mille strapagati a quindicimila euro mensili: i nostri parlamentari chiacchieroni, a deliberare in fretta l’invio dei Freccia in Afghanistan, per il bene della patria!

giovedì 17 febbraio 2011

Rivoluzioni in rete

Grandi teorici delle rivoluzioni avevano escluso che se ne potesse fare una senza un leader riconoscibile. Invece, in Tunisia ed Egitto, i presidenti dittatori sono stati defenestrati da moti di piazza anarchici, senza etichette di partito e religione, coordinati tramite Facebook e Twitter. Sono state rivoluzioni relativamente incruente, molto mediatiche, ma la gente nelle piazze non si è mossa di lì fino al raggiungimento dell'obiettivo. Diciotto giorni in Egitto; neppure troppi per mandare a casa uno che stava in sella da trenta anni. I grandi teorici delle rivoluzioni hanno imparato qualcosa, come tutti noi. Si vede che quei due presidentissimi avevano veramente rotto le scatole alle moltitudini. L'esercito ha preso le parti del popolo, traendone vantaggio: ora è garante della transizione democratica. Una volta l'esercito, in caso di rivoluzione, realizzava il suo bel colpo di Stato, instaurando un regime militare autoritario. Speriamo bene. La cosiddetta onda verde è arrivata fino in Libia, dove Gheddafi regna da quarantadue anni. Dodici più dei deposti raiss di Tunisia ed Egitto. Costoro, i due raiss deposti, ora stanno malissimo, per lo shock psicologico e l'età. Forse riusciranno a morire in patria. Internet funziona come un tam tam inarrestabile, anche dove in teoria non arriva il segnale. I manifestanti vogliono la democrazia, più dei soldi, più dell'islam, più di quanto i regnanti siano disposti ad offrire. I rivoluzionari di casa nostra sono avvisati: se vogliono abbattere Berlusconi, devono tenere una piazza per tre settimane circa. Ma loro in piazza si fermano poche ore, poi tornano nelle loro ville, a bordo dei loro macchinoni. In piazza contro Berlusconi non ci vanno gli operai che rischiano il posto di lavoro, bensì le donnine offese perché Ruby l'ha data al Silvio (o forse no). Gli operai non hanno tempo da perdere in cretinate da borghesi perbenisti. Gli operai sono divisi tra quelli che credono a Marchionne, e quelli che non gli credono. I primi verranno riassunti, i secondi no. Questo fatto è più tragico di qualsiasi menata giudiziaria e mediatica. Berlusconi è fatto di gomma: tutto gli rimbalza. Con un po' di campagna acquisti sta distruggendo il FLI, anzi forse ha già finito di farlo. Un partito di fascistelli riverniciati, che tornano dal padrone che paga di più.

domenica 13 febbraio 2011

CHE C'ENTRA KANT?

Mubarak è stato costretto a mollare l'osso, dopo trenta anni di strapotere. Adesso comandano i militari, poi si vedrà. L'Egitto ha seguito l'esempio della Tunisia, che aveva da poco defenestrato il suo dittatore. L'onda rivoluzionaria scuote tutto il nord Africa, coinvolgendo altre nazioni, e mettendo a rischio altre presidenze a vita. Effetto collaterale di diciotto giorni di rivolta in Egitto, tutto sommato pacifica, è una crisi economica da affrontare. Masse enormi di profughi sono in movimento, attraverso il Mediterraneo, e sbarcano da noi. L'Europa è un lento pachiderma, rappresentato da passacarte chiacchieroni. Con la scusa di parlare lingue diverse, fanno finta di non capire gli argomenti altrui. In Italia però si continua a parlare di Berlusconi e del bunga bunga. Quale popolo è così stupido da non capire quando è giunta l'ora di piantarla di litigare su tutto? Rivoluzioni che sovvertono gli equilibri del Mediterraneo scoppiano e si concludono, ma da noi i cosiddetti intellettuali parlano di Kant. Il filosofo è stato tirato in ballo a proposito della moralità del presidente del consiglio. Kant non ha scritto di Berlusconi, ci mancherebbe. Kant era un filosofo, non un veggente. Pare abbia affermato che il capo è anche un uomo, con quello che ne consegue. Proprio perché Kant ha parlato da filosofo, tutti si sono messi ad interpretarlo a proprio favore. Kant è morto da tempo, quindi non possiamo chiedergli cosa intendesse, ma ci interessa veramente? Ferrara ha polemizzato con Eco a proposito di Kant, le “donne” scendono in piazza per difendere la morale, Bersani chiede a Berlusconi di fare un passo indietro, Napolitano ha richiamato Berlusconi, o forse no. Queste “donne” che scendono in piazza sono vagamente sinistrorse, quindi non rappresentano chiaramente l'intero genere femminile, umano e bipede. Ce ne sono di bruttine, quindi non rappresentano le veline, né le letterine, né le altre donnine giovani e belle che piacciono al premier, ma anche ad ognuno di noi maschiacci di una certa età. Mentre noi chiacchieriamo e manifestiamo, Fini fonda il suo FLI; e finora cos'erà? Chi comanderà nel FLI? Ci attendono notti insonni, mentre attendiamo con ansia che i quattro gatti si mettano d'accordo. Intanto, non per mettere fretta, a Lampedusa non c'è più posto per altri profughi, ma questi signori continuano ad arrivare. Nessun comunista si offre di ospitarne due o tre nel salotto o nel garage?