L'area democratica del Partito Democratico si è riunita perché Fassino e Franceschini hanno capito di avere perso le elezioni! Meglio tardi che mai. Si sono accorti di aver altresì perso gente, strada facendo. Gente abbastanza famosa, e gente comune. Ora vorrebbero invertire il corso degli eventi, proponendo qualcosa, tanto per cambiare. Fassino e Franceschini intendono spronare il segretario Bersani a togliere le mani dalle tasche. Mentre i media impallinano Scaiola, Bertolaso e Bondi, e questi risentono del colpo ancor prima di essere indagati, il Partito Democratico non ne trae alcun vantaggio. Anzi: a livello locale, i politicanti sconfitti non accettano di prendersi le responsabilità della loro disfatta. Franceschini fa il tifo per Fini, dimostrando di non aver capito un piffero. Fini rimane un nemico, ed il centro-sinistra la deve piantare di raccontarci come dovrebbe essere fatto il centro-destra. Fassino e Franceschini parlano di cambiare passo, e di occuparsi di edilizia popolare e di lavoro. Peccato che i due, in quanto benestanti a nostre spese, non siano attendibili per tutto ciò che concerne edilizia e lavoro: non hanno alcun problema a comprarsi una casa, e di lavoro vero ne hanno sempre fatto poco. Cosa interessa a quei chiacchieroni di professione della speculazione finanziaria, che ha affossato il più debole dei paesi dell'Unione Europea? L'area democratica del PD ha per caso una ricetta per evitare che facciamo la fine della Grecia? Tra un'autocelebrazione e l'altra, quelli che nel PD si sentono più propositivi potrebbero dirci come mai la cancelliera tedesca è stata bastonata dagli elettori, dopo aver detto sì agli aiuti alla Grecia. Mentre quei provincialotti di Franceschini e Fassino badavano ad incantare i pochi fedeli rimasti, i politici british, da sempre più internazionali dei nostri, fiutavano puzza di bruciato, e dicevano no agli aiuti alla Grecia. Cari Fassino e Franceschini, ciò che dovreste fare per l'Italia è mollare la sedia, che da anni scaldate, introitando soldi che non meritate di certo. I politici europei, americani, cinesi e russi dimostrano tutti di disporre di una visione delle cose che trascende di molto le possibilità degli scaldasedie nostrani. L'Unione Europea emetterà bot per salvare l'euro, e quei due della corrente democratica ce li sfraganano parlando e riparlando del “partito”. Se la Fiat non riporta qualche produzione in Italia, chiuderà anche Pomigliano d'Arco, ma Fassino e Franceschini ci parlano genericamente di “lavoro”, come se sapessero di cosa si tratta.
domenica 9 maggio 2010
venerdì 7 maggio 2010
QUADRI E FUNZIONARI
sabato 1 maggio 2010
LE RIFORME: CHI NE PARLA E CHI LE REALIZZA
mercoledì 21 aprile 2010
UN EYJAFJALLAJOEKULL PICCOLO PICCOLO
martedì 20 aprile 2010
LE COSIDDETTE ESTERNALIZZAZIONI
Non lavorassimo alle Molinette, proveremmo disagio e disappunto nello scoprire, transitando davanti ad un’edicola, che a carico del nostro direttore amministrativo sia già stato aperto il secondo fascicolo in Procura. Ma alle Molinette la Finanza è di casa, al punto che molti pensano sarebbe il caso di ospitarli in pianta stabile. Risparmierebbero un sacco di chilometri. Poi leggiamo sulla rassegna stampa che questa volta si tratta dell’appalto Gemeaz, e ci atteggiamo a quelli che se lo aspettavano che prima o poi qualche personaggio illustre sprofondasse in quella palude. Quelli di noi che hanno più di dieci anni di servizio ricordano la “nostra” mensa, e si chiedono ancora come mai sia stata appaltata la ristorazione. Non si mangiava tanto male, era gestita dall’azienda, e ci saremmo evitati di strapagare quella palazzina. Non era il caso di esternalizzarla, ergo: si sente ancora adesso odor di mazzette! A dire il vero potevamo fare a meno anche del parcheggio multipiano, ma destra e sinistra lo hanno voluto fortemente. Forse ci ha guadagnato solo la GTT. Non gli alberi che sono stati abbattuti, non gli ammalati che non hanno più un giardino, neppure i giardinieri che sono stati a loro volta dismessi. Prima parcheggiavamo in mille, sotto gli alberi. Ora c’è la coda in entrata, come se ci fossero i saldi tutti i giorni. Non ci stupiamo che la ditta appaltatrice cambi continuamente nome, né che faccia finta di avere un contenzioso con le Molinette, che finge di averne uno di pari entità monetaria con la ditta. Questo sistema di esternalizzazioni selvagge assomiglia alla calciopoli secondo Moggi: tutti “interessati” al business, quindi tutti colpevoli o tutti innocenti. Il punto è che, se nessuno finisce in gattabuia, viene da pensare che il delitto renda. Però, alla fine del ragionamento, consideriamo altresì i posti di lavoro che la ristorazione appaltata comporta. Le poverine si trovano a dipendere da una ditta mutaforma, che potrebbe a sua volta avere dei “problemi” con la giustizia. La nuova sanità regionale dovrebbe quindi farsi carico delle situazioni nelle quali nessuna ditta esterna si offra di subentrare alla Gemeaz di turno nelle esternalizzazioni in corso.
