venerdì 25 luglio 2014

INTERSCAMBISMO

Ormai quelli del PD e di Forza Italia vanno in RAI a rilasciare le medesime dichiarazioni. Quelli del PD mandano la ballerina o il nano di turno, che ci rassicurano sull'imminente avvio delle riforme. Il loro patetico capo giura che ci riuscirà entro mille giorni, e giura anche che a Natale arriverà la Befana. In Europa non ha fatto altro che prendere schiaffi. Ha provato ad imporre la Mogherini, dall'alto del suo oltre 40%, ma le elezioni le hanno vinte gli altri. La Mogherini non è neppure capace di fare rimpatriare i marò; figuriamoci quali danni sarebbe in grado di produrre nella crisi ucraina. Quelli di SEL sono incazzati per la campagna acquisti del PD ai loro danni, e fanno ostruzionismo da compagnucci espertissimi a fare solo quello. Berlusconi non ha indotto Ruby a fare la zoccola, visto che lo faceva già prima. Non fosse così, perché l'avrebbero portata ad Arcore? Per discutere di filosofia? Se andassimo a votare, Forza Italia prenderebbe il 15%, perché non è né carne, né pesce. Il partito di Alfano non esiste, quindi è inutile parlarne. La Lega fa molto folclore, dicendo cose giuste solo sugli immigrati: blocchiamoli in Africa. Uscire dall'euro ci darebbe il colpo di grazia, e ci sbattebbe fuori dai mercati. Il PD è un mucchietto di quaquaraquà, quasi offesi perché gli italiani non li portano in trionfo. Mi ricordano Prandelli, riparato in Turchia a fare altre figure barbine, che accusa gli italiani di non amare la nazionale. I giovani del PD si sono già quasi tutti bruciati. Nessun futuro politico per la Serracchiani e le altre “so tutto io”. La Boschi è bellina, ma le tv sono piene di veline più giovani di lei. La Picierno ha fatto una spesa fasulla con gli ottanta euri, mettendoci pure il salmone. A lavorare! Ma la più grossa mina vagante per l'Italia rimane Napolitano: quel vecchio post comunista napoletano super-incollato alla poltrona, o al trono. Renzie e Berlusconi, cioè Berluschino e papy Silvio, pendono dalle sue labbra avvizzite. Il vecchio terrone vive in un palazzo papale, circondato da corazzieri, che trottano su un territorio che è grande come venti Case Bianche. Alla faccia del compagno! Il Napo ci ha mollato tre governi extraparlamentari, oltre alla sua rielezione a vita. Si ha impressione che la sinistra sia andata a puttane, ma anche la destra non scherza. Se Grillo riuscirà a contenere la sua incontenibile attitudine a sparare cazzate, il M5S potrà trarre giovamento dall'inevitabile collasso del renzismo. Renzie ormai vive alla giornata, e non si toglie neppure più la giacca in pubblico. Lo ricorderemo come un democristiano, figlio di democristiani, che ha affossato ciò che restava dell'ex partito di Berlinguer. La cosa è un po' triste, anche a volerla prenderla sul ridere

lunedì 23 giugno 2014

CRESCILI IGNORANTI ET IMPERA

C'è chi, dopo la seconda guerra mondiale, ha puntato sulla ricostruzione e sulla scuola. C'è chi ha sottovalutato l'importanza di un'istruzione diffusa. Oppure forse questo qualcuno si è detto: "meglio avere a che fare con degli ignoranti". Noi che ci troviamo nel sud dell'Europa e rischiamo di finire nel sud del Mondo, ci stupiamo che i finlandesi siano passati dalla produzione massiccia di carta a quella altrettanto massiccia di telefonini. Se ci stupiamo della loro versatilità, meritiamo la tripla B, mentre loro hanno un'indiscussa tripla A. Quando Nokia ha incontrato difficoltà, è arrivata Microsoft a rilevarla, ma non a disintegrarla. Avevamo l'Olivetti, che adesso è un fantasma. Americani, FIAT e democristiani l'hanno uccisa, mentre i fessi comunisti stavano alla finestra delle loro Botteghe Oscure a parlarsi addosso delle rivoluzioni altrui. Noi abbiamo tante bellezze architettoniche, ma anche infiniti bla bla sulle bellezze medesime. Così, per visionare in maniera decente i manufatti di Pompei, bisogna andare in America, dove sanno gestire anche i musei. Basterebbe copiare da loro o dai francesi, ma per farlo ci vuole umiltà, metodo e studio; cose che ci sfuggono. I sud coreani invadono il mondo con prodotti tecnologici, ma sanno costruire qualsiasi cosa. Il segreto: la cultura di base. Da quelle parti i giovani non vanno a scuola per perdere tempo, e gli insegnanti non li promuovono per dovere d'ufficio. Da noi sì. Cretini che arrivati alla terza media si sono sentiti in possesso di tutta la conoscenza necessaria: povere bestie penose. Ancora adesso a scuola non si insegna cosa sia l'IRPEF e neppure il codice penale. Sarebbe il caso di farlo, giacché si tratta di regole del gioco fondamentali nella società civile. I sessantottini, promossi con esami di gruppo e punteggio minimo, non credevano nell'istruzione. Anche a causa loro gli operai che perdono il lavoro non sanno come riciclarsi. Nelle nostre facoltà universitarie non si insegna a scrivere, con rare eccezioni (Lettere presumibilmente). Per cui o si impara alle superiori, o non si impara più. L'ignoranza del popolo bue è alla base di tutte le disfunzioni sociali e politiche. Chi elegge certi delinquenti? Noi ovviamente. A fronte di una persona assennata, che riflette sul voto che deve attribuire, ce ne sono cento che fanno fatica a tenere la matita in mano. La casalinga ignorantissima, che vive di tv e ricette di cucina, vota questo e quello perché sono "belli" e "simpatici". Le povere donne non sanno che il governante deve farsi temere e non necessariamente amare? Mai sentito parlare di Machiavelli? Sessantenni che si offendono quando devono pagare le tasse sui canoni d'affitto riscossi. Dovrebbero sapere che per fare gli evasori ci si deve rivolgere ai commercialisti.

martedì 6 maggio 2014

DE_SESSANTOTTIZZAZIONE

Quando il giovane Renzie parla di rivoluzione in atto non sbaglia, ma non è la sua. Lui, le sue donnine ed i suoi ometti eletti da nessuno sono lì per conservare e peggiorare lo status quo, non per rimuovere le rendite di posizione. Ci mancherebbe. Renzie è il terzo premier non eletto, ma nominato dal vetorocomunista Napolitano, stiracchiando la Costituzione fino quasi a strapparla. Con una mano elargisce quote dei mitici 80 euri ad un massimo di dieci milioni di persone, e neppure le più povere. Coll'altra mano predispone la TASI e la TARES, sebbene l'IMU non sia del tutto defunta. Pagheremo per l'ennesimo salva Roma; per mantenere in vita quel carrozzone di città, che è un buco nero nelle finanze dello Stato. Se i bersaglieri non fossero irrotti da Porta Pia nel 1870 non dovremmo mantenere quei milioni di spreconi e nullafacenti. La rivoluzione in atto è la de_sessantottizzazione; e sarebbe ora che il nostro popolo bue si liberasse dei fantasmi del 1969, giacché da noi il '68 non c'è stato. I sedicenti sessantottini erano ventenni nati nel secondo dopoguerra. Più o meno incazzati con tutto e tutti, ma certamente molto confusi. I loro figli adesso hanno oltre quarant'anni, ma si sentono ancora "ragazzi". Sono più vecchi di Renzie, che è un chierichetto fallito. I nipoti dei sessantottini italiani sono più che altro grillini, che non ne possono più di sentire chiacchiere sulla destra e sulla sinistra. Loro stanno de_sessantottizzando la cultura ed i comportamenti politici. Manca il lavoro, ma i loro genitori parlano ancora di comunisti e di fascisti. In realtà non esistono più né gli uni, né gli altri. Il comunismo presuppone mettere in comune i mezzi di produzione, ma ci sono persone con le quali nessuno che sia sano di mente metterebbe in comune un mezzo di produzione più complesso di una zappa. I veri fascisti sono morti o moribondi, per via dell'età. I post-fascisti sono dei radical chic o dei teppisti da stadio. In Italia chiudono le aziende, a partire dalla FIAT (che ha cambiato pure nome in FCA). Marchionne apre la bocca, ed il titolo precipita quasi del 12%.L'Olivetti è stata sabotata dagli americani, pagando mazzette a politicanti di tutte le tinte e manager fasulli. Dai tempi del Regno delle Due Sicilie, qualcuno al nord prende mazzette per sabotare il sud, o viceversa. Chiudiamo la siderurgia, rinunciando di fatto all'industria. Importiamo pure le patate, perché in Europa mandiamo a rappresentarci anziani professori, che non capiscono la differenza tra la merda ed il budino. O magari pure loro portano a casa fior di mazzette. Il comunismo ha creato dittature in nome del popolo, che hanno vessato il popolo più di quanto abbiano fatto le dittature di destra. I coreani dimostrano quanto male possa fare l'ideologia: al nord sono ottusi zulu morti di fame, mentre al sud esportano prodotti tecnologici che fanno concorrenza agli americani. Se inizieremo a liberarci dei fantasmi e dei morti viventi, forse diverremo europei e non solo sudditi del Quarto Reich. I sindacati dovrebbero essere laburisti, ma preferiscono essere sfascisti. Fanno tessere incoraggiando quelli che non hanno voglia di lavorare. Così facendo si distruggono le professionalità, il lavoro ed il reddito. Mentre come i fessi correvamo dietro alle ideologie, i massoni diventavano sempre più ricchi. Un dirigente ha un patrimonio che è cinque volte quello di un impiegato, un infermiere o un operaio. La forbice salariale dal primo all'ultimo addetto aziendale si è aperta del 400% rispetto alla stagione dei contratti unici, e da allora sono passati solo tre decenni. Un ausiliario percepiva un quarto dello stipendio di un direttore amministrativo; oggi ne percepisce la sedicesima parte. Ci sono dieci persone in Italia che sono ricche come 500mila operai messi assieme. Se quei dieci fossero solo duchi o conti sarebbero più poveri. Carestie e peste a parte, forse i popoli stavano meglio ai tempi dei feudalesimo. La servitù della gleba è stata abolita solo sulla carta, ma ci ritorna col jobs act. La globalizzazione è la frontiera finale del capitalismo, e noi, col le pezze al culo, chiacchieriamo ancora di fascisti e di comunisti.

lunedì 28 aprile 2014

MANCATI LABURISTI

Il mancato laburismo è secondo me il motivo per cui la sinistra italiana è riuscita a frantumarsi in innumerevoli inutili rivoli, e, peggio ancora, è stata fagocitata dai democristiani. A sinistra abbiamo avuto i socialisti, i comunisti ed i socialdemocratici, oltre ad un mucchio confuso ed inconcludente di radical chic, che si travestivano da straccioni solo per andare alle manifestazioni di piazza e per frequentare i centri sociali. Le stesse famigerate Brigate Rosse non erano altro che radical chic, con l'innesto di qualche pirlotto del popolo da impiegare nei lavori più sporchi. Nella sinistra italiana non abbiamo mai avuto i laburisti, e questo è il peccato originale. Neppure i sindacati italiani sono laburisti; li definirei più che altro sfascisti incapaci di evolversi oltre la rissa, i megafoni ed i barattoli vuoti usati come tam tam. Qualcuno di loro invoca un piano industriale, ma non saprebbe riconoscerne uno neppure se ci facesse un frontale in autostrada. Una sinistra non laburista si perde in chiacchiere pseudo-qualche cosa, che degenera in un buonismo, antirazzista di maniera, amico dei gay, dei neri, dei palestinesi e degli ebrei. Anche se questi ultimi due non si possono vedere tra loro. Recentemente gli ex partigiani si sono divisi in filo-palestinesi e filo-israeliani. Siamo alle comiche! Gente vecchissima, giacché la seconda guerra mondiale è terminata quasi settanta anni fa, che si mena in nome e per conto di due popoli che francamente hanno entrambi rotto le palle al mondo: questi e quelli. Post-partigiani di sinistra, quindi: confusi sulla loro identità. Vogliamo ricordare che i fascisti che hanno fatto la marcia su Roma erano a bordo di tre o quattro camion? I comunisti avrebbero potuto facilmente riempirli di mazzate. Perché non lo hanno fatto, permettendo tutto ciò che è successo dopo? Parlando di laburisti vengono in mente gli inglesi. Un partito pragmatico nato per garantire il lavoro, quindi il reddito. Un partito che nasce da un sindacato e non un sindacato concepito (con tanto di cinghia di trasmissione) per portare fieno nella cascina del partitone. Non dei ridicoli sognatori di rivoluzioni da fare il giorno del mai, con i moschetti nascosti sotto i letti e nei fienili. Esaltando il lavoro, si arriva alla professionalità. Si esalta l'economia sana, che crea plus valenze (ricordate Marx?). Lavori veri, non da stare seduti a vendere fumo. L'economia del prodotto interno lordo, non la finanza dei derivati tossici. Nessun Baffone in vista, ma neppure i Prodi, i Monti, i Letta ed i Renzi. La sinistra non laburista si è infognata nelle ideologie più confuse, dalla dittatura del proletariato in avanti. Circolano ancora idiozie come il reddito di cittadinanza, che sarebbe una specie di carità. Decidetevi: siete compagni o chierichetti, perché non si capisce la differenza. La contrattazione sindacale collettiva ha reso possibile a qualunque asino una carriera fasulla, in totale assenza di titolo di studio. Così ora abbiamo post-periti e post-geometri che non sanno tenere una matita in mano. Stanno seduti ad una scrivania, invece di riparare gli impianti idraulici. Per farlo, ricorriamo ai romeni, che non disdegnano neppure di fare i fabbri. Loro hanno una professionalità, noi il più delle volte no.

lunedì 14 aprile 2014

GRILLINI O CASALEGGINI?

Il superamento della vetusta e fastidiosa dicotomia tra destra e sinistra in Italia sembra si possa fare grazie ai grillini. Sebbene molti di loro siano chiaramente di estrazione sinistroide, c'è altro e di più. Grillo ha iniziato la sua crociata cercando e diffondendo dati che i media istituzionali e privati non avevano e non hanno motivo di divulgare. L'idea di farlo attraverso il web è di Casaleggio, e si è dimostrata vincente. Grillo è il braccio, la voce e la faccia. Quindi i grillini in realtà sono casaleggini. Le informazioni diffuse dal M5S non sono come quelle degli ex analisti pentiti della NSA, ma recano comunque scompiglio nello status quo. Il M5S, unico in Italia, riempie le piazze con un preavviso minimo, lanciato attraverso i social network. Tutti i partiti italiani rubano ed hanno rubato; il M5S no o non ancora. Alcuni partiti politici italiani hanno la predazione come unica mission. Questa l'accusa mossa dalla magistratura nei confronti di Mastella, la moglie e tutto l'UDEUR. Nel M5S si litiga e Grillo espelle questi e quelli; ma è un club non una democrazia. Anche il PD sbatte fuori gli eretici, ma non lo sbandierano in giro. Del resto la democrazia e l'ideologia, sono concetti che hanno lasciato gran parte dei pezzi nel ventesimo secolo. Con l'arresto di Dell'Utri si dovrebbe chiudere il cerchio dei nefasti tre: Berlusconi, Dell'Utri e Previti. Venti anni or sono crearono Forza Italia per vendicarsi del PCI, che attraverso le toghe rosse aveva ammazzato DC e PSI. In realtà il PCI aveva solo iniziato ad ammazzarsi da solo, giacché i democristiani si arrampicarono come topi di sentina sulla vecchia e legnosa nave sovietica, e poco alla volta la conquistarono. Renzi è un democristiano, Del Rio è un democristiano, Letta è un Democristiano, Napolitano non lo sa neppure lui cosa è diventato. Berlusconi e gli altri due del pessimo trio arraffarono tutti i socialisti non ancora in galera, e spazzarono via le disordinate milizie rosse. Già allora in quel partito metamorfico del centro-sinistra (PCI, PdS, DS) erano i radical chic a farla da padroni, ed i fessi lavoravano per loro, gratis! Ricordo con piacere quando feci notare a mio padre che i "compagni" si dividevano in furbi e fessi, e lui non faceva parte dei primi. Lui ammise i fatti, ricordando di avere sempre lavorato duramente per fare eleggere l'intellettualoide di turno, fabbricato in qualche sezione, tipo Botteghe Oscure di quartiere. Inutile dire che mio padre non fece mai carriera, né dentro, né fuori dal partito, pur essendo un vero sindacalista "compagno" della CGIL, di quelli di una volta. Non a caso. Nel week end c'è stata una rimpatriata della minoranza del PD: Bersani, Cuperlo, Fassina, D'Alema ed altri morti in vacanza. Ridotti a quattro amici al bar dal Renzie che avanza, dimostrano la loro inconsistenza ogni volta che cercano di esprimere un concetto politico, o qualsiasi altro tipo di concetto. Ma questo Cuperlo da dove salta fuori? Di sicuro lo hanno sempre tenuto all'ombra, perché ho visto zombie più in salute. La sinistra del PD non fa paura ad alcuno, ed in più è infida. Consiglio ai grillini di tenersi alla larga da quelli che Grillo aveva chiamato già in tempi non sospetti: "morti". Il giovane Renzie è un'altra cosa. Chi gli tira i fili non fa che raccontare che ha un sacco di buone idee, e sta realizzando grandi riforme. Solo i cretini gli credono, ma i cretini sono tanti, milioni di milioni. Renzie sa che se alle europee Grillo supererà la soglia d'allarme (20-22%) lui dovrà iniziare a fare i bagagli. Non sarà lo stralunato Matteo ad andarsene spontaneamente, perché ci penserà il suo sponsor Napolitano a defenestrarlo. In fondo il vecchio terrone vuole continuare a regnare, e troverà qualche altro venditore di pentole, più o meno foruncoloso, da gettare in pasto al popolo bue.

martedì 25 marzo 2014

RENZINI E RENZINE

Da dove sbucano Renzi, i suoi renzini e le sue renzine? Possibile che il PD li abbia prodotti mediante selezione genetica, partendo da un materiale che si è chiaramente guastato mentre stava nel frigo? Forse Napolitano non è solo uno che ha trovato la pacchia della sua vita, fingendosi un campione della democrazia, ma è un cospiratore a lungo termine. Ha inventato un presidenzialismo senza rogne, e senza scadenze. Ma gli servono dei quaquaraquà che fungano da facciata e parafulmine. Monti, Letta e Renzi li ha inventati lui, ma il primo lo ha cooptato, il secondo lo ha riprogrammato, il terzo lo ha fabbricato. Non è chiaro da quali geni sia partito. Di sicuro non da un Nobel dell'economia. Il giovane Renzie confonde infatti deficit e debito pubblico. È altresì escluso che l'ormai ex sindaco sia stato clonato da un costituzionalista. Non capisce ad esempio che il Senato non si può azzerare dopo averne parlato con un pregiudicato per frode fiscale. Non è quello l'iter previsto dalla Costituzione. Lo hanno mandato a scuola e poi all'Università, ma il giovane Renzie badava più che altro alle biondine che frequentavano ancora alle medie. Il Napolitano è una presenza oscura che attraversa ben più del settennato rituale, ormai trasformato in cambiale in bianco. Questo è notoriamente un popolo di fessi, che ciclicamente si tuffa nella dittatura. Un popolo che ignorando la sua stessa storia non impara dall'esperienza. Le renzine ministrine ci dilettano quasi tutti i giorni con le loro trovate. Quella della pubblica amministrazione vuole prepensionare e contemporaneamente assumere. Con quali euri, vorremmo sapere. Parlarne con i sindacati non va più di moda nell'era Renzi, afferma il ministro del lavoro. "Era Renzi"? Che roba sarebbe? Si è appena affacciato in Europa, ed ha già unito Van Rompuy e Barroso in una discreta risatina, che ne ricorda altre del passato. Berlusconi e Berluschino. Poletti, anzianotto tra i giovani renzini, ha parlato di "Era Renzi". Ma ci faccia il piacere! Ieri il governo è andato sotto due volte in commissione, ed il M5S li ha quasi affondati con un emendamento (4 voti di differenza). La Mogherini riesce a farci rimpiangere la Bonino. Di certo la rimpiangono i due marò, che rimangono in India, in attesa di finire in galera o sul patibolo. Lei, la biondina, si è sciupata a parlottare con l'omologo indiano, ma non è andata in India. Lei, la ministrina, ha stabilito che la giurisdizione sul caso dei marò è italiana. Lui, il ministro indiano, sta ancora ridendo. Ultima ma non ultima c'è la ministrina per i rapporti con il parlamento. Non sopporta la satira, come tutti i post comunisti, convinti di avere instaurato un regime che durerà almeno un ventennio. Non fabbrichiamo più auto, ma solo ducetti. Il giovane Renzie cerca di mettere Landini contro la Camusso. Tempo sprecato: sono già l'uno contro l'altra, ma la Susanna ha più seguito tra i pensionati. Renzie dice che Landini pubblica il bilancio della FIOM. Camusso gli ricorda che la CGIL lo fa dal 1976, quando lui se la faceva ancora nel pannolino. L'ultimo (speriamo) emissario del vetusto re Giorgio ci rende simpatica finanche la Camusso. Il massimo!

lunedì 17 marzo 2014

UNA REPUBBLICA NAPULITANA

Una cosa del genere poteva capitare solo ad una nazione clerico-bizantina come l'Italia: diventare una repubblica presidenziale, con un presidente della repubblica eletto dai partiti otto anni fa. Se Napolitano fosse un presidente tipo USA, ormai sarebbe alla fine del secondo mandato, e dovrebbe levarsi dignitosamente dalle palle. Invece no. I partiti gli hanno chiesto di rimanere a vita, anche se questo significa nominare un premiericchio ogni dieci mesi. Uno che conta poco, ed è destinato a bruciarsi ed a cadere nel limbo: Monti, Letta e Renzi. Napolitano comanda come un re; di quelli che non cercano rogne, ma puntano il vecchio indice su tutto e tutti, come se lui fosse appena sceso da un'astronave, e fosse autorizzato dal Padre Eterno ad avviare o ritardare il prossimo diluvio universale. Letta non gli piaceva più, perché quel democristiano era troppo zen pure per gli standard del vecchio re Giorgio. Siamo in Italia: che ci frega dello zen? Monti si era allargato troppo, e voleva soffiare il posto al re. Adesso Monti si accontenta di ammucchiare cariche e milioni, offerti dal popolo italiano. Uno tra i popoli più bovini del Mediterraneo (e pure oltre). Napolitano adoperò Monti per fare le scarpe a Berlusconi, Letta per fare le scarpe a Monti, Renzi per fare le scarpe a Letta. Più che un presidente, un calzolaio! Renzi può promettere ciò che vuole, tanto Napolitano lo tiene per le palle. Il baraccone denominato Senato della repubblica non è più baraccone della Camera e del Quirinale. Tra tutti e tre costeranno come minimo una bella miliardata l'anno ai polli tricolori. Il Quirinale è la reggia di re Giorgio, che quando fingeva di essere un comunista mai avrebbe immaginato di diventare un monarca poco costituzionale. 2200 dipendenti strapagati dai soliti noti: noi. Questo è l'ambaradan personale del presidente. Più del doppio dell'ambaradan dell'imperatore del Giappone. E lui è un monarca vero, figlio di monarchi veri, discendente dal Cielo, con la "c" maiuscola. Una regina con i controcazzi come Elisabetta riesce a regnare con solo 300 nani e ballerine al suo seguito. Come farà la simpatica babbiona? Se Berlusconi non avesse i suoi guai (e non parlo del Milan) convincerebbe il suo suddito Berluschino a puntare sulla repubblica presidenziale, che è poi la forma di governo più diffusa in ambito democratico. Un tizio eletto dal popolo, che rimanga in sella per quattro o cinque anni, rinnovabili. Un presidente, come quello USA, che si porti dietro una decina di ministri, oltre a tutta l'amministrazione correlata; perché dei dirigenti e dei funzionari degli altri è meglio non fidarsi. In un colpo solo otterremmo una stabilità mai vista prima, e faremmo fuori centinaia se non migliaia di strapagati Mastrapasqua. Immagino gli italiani, che non hanno idea di cosa sia il codice penale, che eleggono Berlusconi presidente della repubblica, nonché premier. Due al prezzo di uno. Ma prima l'ex simpatico Napolitano se ne deve andare in ritiro, come Ratzinger. Otto anni te li sei fatti, quindi vai in giro per il mondo! Gli americani USA votano ogni due anni, di fisso, un po' come noi. Solo che loro lo fanno per legge, noi per scazzo. Eleggono metà dei deputati, un terzo dei senatori e prendono la pressione al presidente, per capire se reggerà allo stress. Poi di solito gli affidano un altro mandato, così scoppia del tutto. Obama, per fare un esempio, è chiaramente già scoppiato. Infatti minaccia di fare guerre commerciali alla Russia. Che non si possa fare una guerra vera contro la Russia lo ha capito da solo. Sarà anche scoppiato, ma non può farsi dei numeri come le nostre ministrine degli esteri e della difesa. Stagiste erano e stagiste rimangono.