lunedì 14 aprile 2014
GRILLINI O CASALEGGINI?
Il superamento della vetusta e fastidiosa dicotomia tra destra e sinistra in Italia sembra si possa fare grazie ai grillini. Sebbene molti di loro siano chiaramente di estrazione sinistroide, c'è altro e di più. Grillo ha iniziato la sua crociata cercando e diffondendo dati che i media istituzionali e privati non avevano e non hanno motivo di divulgare. L'idea di farlo attraverso il web è di Casaleggio, e si è dimostrata vincente. Grillo è il braccio, la voce e la faccia. Quindi i grillini in realtà sono casaleggini. Le informazioni diffuse dal M5S non sono come quelle degli ex analisti pentiti della NSA, ma recano comunque scompiglio nello status quo. Il M5S, unico in Italia, riempie le piazze con un preavviso minimo, lanciato attraverso i social network. Tutti i partiti italiani rubano ed hanno rubato; il M5S no o non ancora. Alcuni partiti politici italiani hanno la predazione come unica mission. Questa l'accusa mossa dalla magistratura nei confronti di Mastella, la moglie e tutto l'UDEUR. Nel M5S si litiga e Grillo espelle questi e quelli; ma è un club non una democrazia. Anche il PD sbatte fuori gli eretici, ma non lo sbandierano in giro. Del resto la democrazia e l'ideologia, sono concetti che hanno lasciato gran parte dei pezzi nel ventesimo secolo. Con l'arresto di Dell'Utri si dovrebbe chiudere il cerchio dei nefasti tre: Berlusconi, Dell'Utri e Previti. Venti anni or sono crearono Forza Italia per vendicarsi del PCI, che attraverso le toghe rosse aveva ammazzato DC e PSI. In realtà il PCI aveva solo iniziato ad ammazzarsi da solo, giacché i democristiani si arrampicarono come topi di sentina sulla vecchia e legnosa nave sovietica, e poco alla volta la conquistarono. Renzi è un democristiano, Del Rio è un democristiano, Letta è un Democristiano, Napolitano non lo sa neppure lui cosa è diventato. Berlusconi e gli altri due del pessimo trio arraffarono tutti i socialisti non ancora in galera, e spazzarono via le disordinate milizie rosse. Già allora in quel partito metamorfico del centro-sinistra (PCI, PdS, DS) erano i radical chic a farla da padroni, ed i fessi lavoravano per loro, gratis! Ricordo con piacere quando feci notare a mio padre che i "compagni" si dividevano in furbi e fessi, e lui non faceva parte dei primi. Lui ammise i fatti, ricordando di avere sempre lavorato duramente per fare eleggere l'intellettualoide di turno, fabbricato in qualche sezione, tipo Botteghe Oscure di quartiere. Inutile dire che mio padre non fece mai carriera, né dentro, né fuori dal partito, pur essendo un vero sindacalista "compagno" della CGIL, di quelli di una volta. Non a caso. Nel week end c'è stata una rimpatriata della minoranza del PD: Bersani, Cuperlo, Fassina, D'Alema ed altri morti in vacanza. Ridotti a quattro amici al bar dal Renzie che avanza, dimostrano la loro inconsistenza ogni volta che cercano di esprimere un concetto politico, o qualsiasi altro tipo di concetto. Ma questo Cuperlo da dove salta fuori? Di sicuro lo hanno sempre tenuto all'ombra, perché ho visto zombie più in salute. La sinistra del PD non fa paura ad alcuno, ed in più è infida. Consiglio ai grillini di tenersi alla larga da quelli che Grillo aveva chiamato già in tempi non sospetti: "morti". Il giovane Renzie è un'altra cosa. Chi gli tira i fili non fa che raccontare che ha un sacco di buone idee, e sta realizzando grandi riforme. Solo i cretini gli credono, ma i cretini sono tanti, milioni di milioni. Renzie sa che se alle europee Grillo supererà la soglia d'allarme (20-22%) lui dovrà iniziare a fare i bagagli. Non sarà lo stralunato Matteo ad andarsene spontaneamente, perché ci penserà il suo sponsor Napolitano a defenestrarlo. In fondo il vecchio terrone vuole continuare a regnare, e troverà qualche altro venditore di pentole, più o meno foruncoloso, da gettare in pasto al popolo bue.
martedì 25 marzo 2014
RENZINI E RENZINE
Da dove sbucano Renzi, i suoi renzini e le sue renzine? Possibile che il PD li abbia prodotti mediante selezione genetica, partendo da un materiale che si è chiaramente guastato mentre stava nel frigo? Forse Napolitano non è solo uno che ha trovato la pacchia della sua vita, fingendosi un campione della democrazia, ma è un cospiratore a lungo termine. Ha inventato un presidenzialismo senza rogne, e senza scadenze. Ma gli servono dei quaquaraquà che fungano da facciata e parafulmine. Monti, Letta e Renzi li ha inventati lui, ma il primo lo ha cooptato, il secondo lo ha riprogrammato, il terzo lo ha fabbricato. Non è chiaro da quali geni sia partito. Di sicuro non da un Nobel dell'economia. Il giovane Renzie confonde infatti deficit e debito pubblico. È altresì escluso che l'ormai ex sindaco sia stato clonato da un costituzionalista. Non capisce ad esempio che il Senato non si può azzerare dopo averne parlato con un pregiudicato per frode fiscale. Non è quello l'iter previsto dalla Costituzione. Lo hanno mandato a scuola e poi all'Università, ma il giovane Renzie badava più che altro alle biondine che frequentavano ancora alle medie. Il Napolitano è una presenza oscura che attraversa ben più del settennato rituale, ormai trasformato in cambiale in bianco. Questo è notoriamente un popolo di fessi, che ciclicamente si tuffa nella dittatura. Un popolo che ignorando la sua stessa storia non impara dall'esperienza. Le renzine ministrine ci dilettano quasi tutti i giorni con le loro trovate. Quella della pubblica amministrazione vuole prepensionare e contemporaneamente assumere. Con quali euri, vorremmo sapere. Parlarne con i sindacati non va più di moda nell'era Renzi, afferma il ministro del lavoro. "Era Renzi"? Che roba sarebbe? Si è appena affacciato in Europa, ed ha già unito Van Rompuy e Barroso in una discreta risatina, che ne ricorda altre del passato. Berlusconi e Berluschino. Poletti, anzianotto tra i giovani renzini, ha parlato di "Era Renzi". Ma ci faccia il piacere! Ieri il governo è andato sotto due volte in commissione, ed il M5S li ha quasi affondati con un emendamento (4 voti di differenza). La Mogherini riesce a farci rimpiangere la Bonino. Di certo la rimpiangono i due marò, che rimangono in India, in attesa di finire in galera o sul patibolo. Lei, la biondina, si è sciupata a parlottare con l'omologo indiano, ma non è andata in India. Lei, la ministrina, ha stabilito che la giurisdizione sul caso dei marò è italiana. Lui, il ministro indiano, sta ancora ridendo. Ultima ma non ultima c'è la ministrina per i rapporti con il parlamento. Non sopporta la satira, come tutti i post comunisti, convinti di avere instaurato un regime che durerà almeno un ventennio. Non fabbrichiamo più auto, ma solo ducetti. Il giovane Renzie cerca di mettere Landini contro la Camusso. Tempo sprecato: sono già l'uno contro l'altra, ma la Susanna ha più seguito tra i pensionati. Renzie dice che Landini pubblica il bilancio della FIOM. Camusso gli ricorda che la CGIL lo fa dal 1976, quando lui se la faceva ancora nel pannolino. L'ultimo (speriamo) emissario del vetusto re Giorgio ci rende simpatica finanche la Camusso. Il massimo!
lunedì 17 marzo 2014
UNA REPUBBLICA NAPULITANA
Una cosa del genere poteva capitare solo ad una nazione clerico-bizantina come l'Italia: diventare una repubblica presidenziale, con un presidente della repubblica eletto dai partiti otto anni fa. Se Napolitano fosse un presidente tipo USA, ormai sarebbe alla fine del secondo mandato, e dovrebbe levarsi dignitosamente dalle palle. Invece no. I partiti gli hanno chiesto di rimanere a vita, anche se questo significa nominare un premiericchio ogni dieci mesi. Uno che conta poco, ed è destinato a bruciarsi ed a cadere nel limbo: Monti, Letta e Renzi. Napolitano comanda come un re; di quelli che non cercano rogne, ma puntano il vecchio indice su tutto e tutti, come se lui fosse appena sceso da un'astronave, e fosse autorizzato dal Padre Eterno ad avviare o ritardare il prossimo diluvio universale. Letta non gli piaceva più, perché quel democristiano era troppo zen pure per gli standard del vecchio re Giorgio. Siamo in Italia: che ci frega dello zen? Monti si era allargato troppo, e voleva soffiare il posto al re. Adesso Monti si accontenta di ammucchiare cariche e milioni, offerti dal popolo italiano. Uno tra i popoli più bovini del Mediterraneo (e pure oltre). Napolitano adoperò Monti per fare le scarpe a Berlusconi, Letta per fare le scarpe a Monti, Renzi per fare le scarpe a Letta. Più che un presidente, un calzolaio! Renzi può promettere ciò che vuole, tanto Napolitano lo tiene per le palle. Il baraccone denominato Senato della repubblica non è più baraccone della Camera e del Quirinale. Tra tutti e tre costeranno come minimo una bella miliardata l'anno ai polli tricolori. Il Quirinale è la reggia di re Giorgio, che quando fingeva di essere un comunista mai avrebbe immaginato di diventare un monarca poco costituzionale. 2200 dipendenti strapagati dai soliti noti: noi. Questo è l'ambaradan personale del presidente. Più del doppio dell'ambaradan dell'imperatore del Giappone. E lui è un monarca vero, figlio di monarchi veri, discendente dal Cielo, con la "c" maiuscola. Una regina con i controcazzi come Elisabetta riesce a regnare con solo 300 nani e ballerine al suo seguito. Come farà la simpatica babbiona? Se Berlusconi non avesse i suoi guai (e non parlo del Milan) convincerebbe il suo suddito Berluschino a puntare sulla repubblica presidenziale, che è poi la forma di governo più diffusa in ambito democratico. Un tizio eletto dal popolo, che rimanga in sella per quattro o cinque anni, rinnovabili. Un presidente, come quello USA, che si porti dietro una decina di ministri, oltre a tutta l'amministrazione correlata; perché dei dirigenti e dei funzionari degli altri è meglio non fidarsi. In un colpo solo otterremmo una stabilità mai vista prima, e faremmo fuori centinaia se non migliaia di strapagati Mastrapasqua. Immagino gli italiani, che non hanno idea di cosa sia il codice penale, che eleggono Berlusconi presidente della repubblica, nonché premier. Due al prezzo di uno. Ma prima l'ex simpatico Napolitano se ne deve andare in ritiro, come Ratzinger. Otto anni te li sei fatti, quindi vai in giro per il mondo! Gli americani USA votano ogni due anni, di fisso, un po' come noi. Solo che loro lo fanno per legge, noi per scazzo. Eleggono metà dei deputati, un terzo dei senatori e prendono la pressione al presidente, per capire se reggerà allo stress. Poi di solito gli affidano un altro mandato, così scoppia del tutto. Obama, per fare un esempio, è chiaramente già scoppiato. Infatti minaccia di fare guerre commerciali alla Russia. Che non si possa fare una guerra vera contro la Russia lo ha capito da solo. Sarà anche scoppiato, ma non può farsi dei numeri come le nostre ministrine degli esteri e della difesa. Stagiste erano e stagiste rimangono.
lunedì 17 febbraio 2014
QUANTO PUÒ ESSERE STUPIDO UN POPOLO?
Questa è la domanda che noi italiani dobbiamo porci tutte le mattine, mentre la tv ci riporta i fatti ed i misfatti della politica. Quei soggetti chiacchieroni ed inconcludenti li abbiamo eletti noi, quindi è colpa nostra se ci mandano a picco. Eppure nella nostra incomparabile ignoranza nazional-popolare preferiamo il rassicurante al competente. Amiamo sentirci promettere mari e monti, come se avessimo quattro anni ed i nostri genitori ci raccontassero di Babbo Natale. Un presidente della repubblica post-comunista che gioca a fare l'amicone, ma asseconda un sindaco post-democristiano, che sostiene di essere in possesso di tutte le ricette, per risolvere i mali del mondo. Un traditore peggio di Giuda, che accoltella alle spalle una figura istituzionale che conta come il due di coppe. Un tizio troppo zen per fare il presidente del consiglio in Italia; provi in Giappone. Nessun passaggio alla Camera ed al Senato, perché chi se ne frega se il premier viene individuato da una faida tra briganti? Ministri competenti non confermati e ministri inutili, come la Bonino, che cavalcano misteriosi poteri forti. Aumenti della produttività nazionale dello 0,1%, che fanno ridere anche i polli. Ex comunisti che credono ancora all'uomo forte, ed eleggono un Renzi qualsiasi, che neppure è mai stato in Parlamento. Una FIAT, che dopo avere distrutto Alfa Romeo, Lancia, Autobianchi e l'indotto industriale di una nazione, taglia la corda, cambiando nome come un profugo, un terrorista, un evasore o un fallito. Come mai, nonostante tutto, i tedeschi ed i giapponesi non vengono in Italia a costruire automobili? Chi si oppone? L'Italia è una barca dove tutti remano autonomamente e fuori sincrono. Siamo dei cattolici per finta, abituati a pensare di poter prendere in giro anche Dio, pentendoci solo a parole, dopo averne fatte di cotte e di crude. Di conseguenza, il nostro amato volgo non ha idea di cosa sia il codice penale, né quale sia la sua vera applicazione. Burocrazie che si auto-perpetuano, grazie a ministri ottusi come capre. Passacarte che rinviano, ritardano, dilazionano, attendono chiarimenti che non arriveranno mai. Però in fondo siamo convinti di essere i più furbi e belli del mondo, e pure di disporre delle migliori ugole. Ecco perché Sanremo è sempre Sanremo, e regaliamo centinaia di migliaia di euro a due comunistelli, fasulli e rassicuranti, perché presentino l'eterna menata della canzone italiana. Non andremo a votare prima del 2018? Siamo in dittatura? Il presidente Napolitano si ricorda i bei tempi in cui il PCI ci teneva all'oscuro delle foibe, e quando sostenne il diritto dell'Unione Sovietica a bastonare i suoi sudditi ungheresi e cecoslovacchi? Ai parlamentari va benissimo che non si vada più alle urne; così continueranno a rubare stipendi da dirigente che lavora, pur continuando a fare poco o niente. Nessun taglio alla Camera, né al Senato. Nessun taglio agli stipendi dei parlamentari e neppure a quelli dei loro barbieri, baristi, stenografe, portaborse ed altri parassiti pagati dai fessi, che siamo noi. I Cinque Stelle promettono che prima o poi impareranno a fare i deputati ed i senatori. Forse poi. I leghisti garantiscono che ci faranno uscire dall'euro. De Mistura garantisce che i marò torneranno in Italia, sicuramente vivi. La Bonino salva il culo a Luxuria, sebbene in quel culo ci sia poco da salvare. Qualche medaglia alle olimpiadi invernali, grazie ad atleti con nomi teutonici. Brontoliamo contro tutti, ma non vorremmo rinunciare ad alcun privilegio. Sono tutti disonesti, ma noi pretendiamo di non fare le code e essere serviti meglio degli altri. Paghiamo ancora il commissario nominato dopo il terremoto del Belice. Decreti omnibus con carattere d'urgenza, che salvano capre e cavoli. Bilanci romani sfondati, come le loro strade. Sindaci romani tutti ugualmente in ostaggio dei difensori sindacali dei nullafacenti. Risse nei congressi della CGIL, tra quelli in giacca e cravatta e quelli vestiti da operai. I servizi peggiori in Italia sono erogati da Roma, Napoli e Palermo. Perché dovremmo stupirci? Manca Reggio Calabria e poi ci sono tutte le città più mafiose di questa bella penisola abitata da furbi con le pezze al culo.
venerdì 24 gennaio 2014
DISFUNZIONARI
Quando rileviamo che la pubblica amministrazione non funziona, cioè quasi sempre, puntiamo il dito contro i dirigenti, ma in fondo sfondiamo una porta aperta. Chi assumerebbe un dirigente pubblico? Risulta a qualcuno che ci sia mai stata una fuga di cervelli di laureati in giurisprudenza? In America assumono biologici ed ingegneri italiani, non azzeccagarbugli falliti. Tornando alla cronica inefficienza della pubblica amministrazione, proviamo a scavare meglio e troveremo una massa impressionante di quelli che nel settore privato chiamano quadri. Da noi si chiamano funzionari, ed è una strana denominazione giacché sono proprio loro ad inceppare i meccanismi più semplici. Complicatori degli affari semplici di professione. Si creano orticelli con nomi altisonanti, per fare tanto fumo e poco arrosto. Nel privato sarebbero stati tutti già licenziati da anni. Nel pubblico invece ottengono le posizioni organizzative. Nulla ferma questi costosi autoreferenziali, eccetto la pensione; ma capita anche di doverli scacciare col forcone. Si vede che a casa non hanno una vita; nessun hobby, neppure un cane da portare a spasso tre volte al giorno. Sopravvivono all'elettronica ed alla telematica, continuando ad archiviando i fogli oltre ai files, e mantenendo in vita improbabili postini aziendali. Macchine multifunzione diventano nelle loro mani semplici fotocopiatrici. Software gestionali fanno perdere più tempo di quando si usavano penna e calamaio. I più inefficienti tra i funzionari inefficienti sono gli ex sindacalisti, o i sindacalisti double face, che fingono di lavorare per noi, mentre si fanno esclusivamente gli affarazzi loro. Non hanno mai lavorato e non hanno certo voglia di iniziare adesso che rubano anche la PO. Iscritti ne hanno, ma solo perché la madre dei cretini è sempre incinta. Una tra le più macroscopiche dimostrazioni di incompetenza della pubblica amministrazione ce la stanno dando in questi giorni i Comuni, con la mini IMU. Code interminabili agli sportelli, conteggi elaborati, moduli progettati da malati di mente. Tutto questo fumo passacartistico per incassare cifre quantificabili intorno al 12-15% della rendita catastale. Bastava mandare un sms o una mail a tutti i contribuenti, abilitando il pagamento con carta di credito. Il Comune di Torino ha decine di migliaia di dipendenti; che li paghiamo a fare se non servono neppure ad incassare l'IMU?
lunedì 20 gennaio 2014
DISPENSATORI DI CHIACCHIERE
Su dice che la parola sia ciò che ci distingue dagli animali. Io penso che anche la capacità di fare degenerare le ostilità in una serie praticamente interminabile di guerre sia una nostra caratteristica distintiva, che nessun animale ci invidia. Tornando alla parola, siamo sicuri che si tratti di una comunicazione efficace? Lo scritto è molto più selettivo, mentre di parlarsi addosso sono capaci quasi tutti. La chiacchiera smodata spiega il successo della quasi totalità dei sindacalisti, che sovente emettono una sequenza random di parole e frasi ad effetto, senza dire alcunché di sostanzioso. Lo scritto rappresenta la prova del nove: "verba volant, scripta manent", dicevano i romani. Tutti sono capaci di promettere; pochi tra loro hanno la capacità e la decenza di rispettare gli impegni. I politici seri preferiscono parlare poco, ma agire molto. I politicanti italiani, viceversa prediligono il parlare da soli davanti ad un pubblico amico; così hanno sempre ragione. In Italia, i politicanti di tutte le tinte fanno il possibile per dimostrare di essere tutti uguali, cioè dei buffoni. Faremo questo, costruiremo quello, aggireremo gli ostacoli, rinnoveremo la pubblica amministrazione, riformeremo il codice penale, ridurremo i costi della politica, ecc.. Queste e tante altre promesse le sentiamo sbandierare dai palchi dei convegni di partito, movimento, corrente, fondazione e pianerottolo, che si tengono nel week end. Chi paga il conto degli alberghi dove hanno luogo dette esibizioni sovente insensate? Noi cittadini contribuenti. Chi altri? Tutti i vari pagliacci della politica italiana sembra non abbiano altro da fare che parlare e parlare, anche di sabato e domenica. Ci chiediamo se non abbiano una moglie, dei figli, una casa, un cane da portare a fare i suoi bisogni. Probabilmente le loro moglie ed i loro figli meno hanno a che fare con quei mariti e quei padri meglio è. Potrebbero ripiegare sul cane, portarlo ai giardinetti, e parlare con lui. I cani sopportano di tutto dai loro padroni. Sono mesi, se non addirittura anni, che si parla della legge elettorale. Il proporzionale sarebbe giusto per definizione, garantendo un minimo a chi abbia superato la soglia utile ad ottenere un posto in parlamento. Dovremmo prima diminuire dette poltrone, considerando che ne abbiamo più del doppio rispetto agli Stati Uniti, che sono multipli rispetto all'Italia in molti e svariati modi. Cento parlamentari avrebbero più senso dei quasi mille attuali. Se non si riesce a costituire una salda maggioranza, non importa. Ormai siamo abituati ai governi tecnici. Per sbaglio potrebbe capitarci un ministro che ci azzecchi con il suo ministero. Potrebbe essere individuato un ministro degli esteri migliore della Bonino, che essendo radicale e pacifista se ne fotte abbastanza dei due marò detenuti in India. Se fossero britannici, statunitensi o francesi, gli indiani confusionari non si permetterebbero di minacciarli di fucilazione. Li avrebbero liberati con le buone, o sarebbero stati costretti a farlo con le cattive. La confusione della nostra politica chiacchierata si riverbera sulle relazioni internazionali. Nessuno in America capisce come mai la Cancellieri sia ancora al suo posto. Negli USA, Berlusconi avrebbe fatto la fine di Al Capone, mentre da noi decide con un altro extraparlamentare le riforme istituzionali e costituzionali! Eleggiamo dei cretini, per il gusto di stupirci della loro cretinaggine; ma la domanda che dobbiamo porci è: come definire un elettore che manda in parlamento un cretino ed un ladro? Da noi adoriamo i furbi, non gli intelligenti, e la parola onestà ci fa sorridere.
giovedì 26 dicembre 2013
LA VITTORIA FINALE DEI DEMOCRISTIANI
Dopo il collasso dell'apparentemente invincibile Democrazia Cristiana, i comunisti si illusero di avere sbaragliato i loro nemici storici. Invece i democristiani divennero altro e sopravvissero. Crearono partiti di centrosinistra e di centrodestra, per appoggiarsi ed aggrapparsi ai post-comunisti ed agli amici della biscia. Berlusconi stava scendendo in politica per migliorare il suo già corposo business, creato in gran parte grazie ad una certa politica (Craxi). La Margherita si schierò con gli ex comunisti, giacché anche il PCI nel frattempo aveva cambiato nome, ma non mentalità. Oggi il segretario del PD è un ex democristiano, ed anche il premier Letta è una specie di pretino. Affetto da gerontocrazia, l'ex PCI non ha mai voluto produrre nuove leve credibili, ed ora subisce l'offensiva ed il discutibile fascino del rottamatore fiorentino. L'avversario di Renzi alle primarie del PD era Cuperlo: un grigio uomo d'apparato, che è stato sconfitto più facilmente del previsto. Renzi lo ha poi cooptato alla presidenza del partito, purché se ne stia zitto e buono. I comunisti hanno sempre provato invidia per i preti, o per meglio dire nei confronti della Chiesa. Un'organizzazione monolitica e durevole, nonostante i messaggi discordanti che ha dato nel corso dei secoli: crociate, inquisizione, smodato amore per il potere e per i soldi. I comunisti, nonostante si siano sempre creduti colti, non sono mai stati in grado di attaccare i preti sul loro terreno. Per farlo, avrebbero dovuto leggere le opere di Nietzsche, che, per sentito dire, ispirò il nazismo. Per il sentito dire di altri ignoranti. In Italia, in politica, non vince il migliore, ma quello che si aggrappa meglio alle poltrone. Il nostro è un paese affetto da un formidabile bizantinismo, che è antitetico allo spirito scientifico. Garattini, che è uno scienziato, si chiede sconsolato come sia possibile dare retta ad un laureato in lettere, che sostiene di avere inventato una cura prodigiosa. Solo un popolo che confonde la fede coll'inerzia può bersi certe baggianate. La nostra classe politica è infarcita di avvocati, che per formazione sono lontanissimi dal pensiero scientifico. Infatti per loro il giusto e lo sbagliato, il diritto ed il rovescio, sono commisurati alla parcella che riescono ad estorcere. Incaricare gli avvocati di scrivere le leggi significa non avere capito come stanno le cose, giacché gli avvocati sono bravi nella misura in cui convertono il diritto in rovescio. Renzi è un laureato in giurisprudenza, ma è più che altro un democristiano, usurpatore di quel che resta del partitone della sinistra. Meno male che i comunisti italiani non sono riusciti a fare la rivoluzione; altrimenti avremmo fatto la fine della Corea del Nord, che come termine di paragone è ancora peggio della Cina, della Russia e pure di Cuba. I democristiani Letta e Renzi si guardano in cagnesco, ma non si aggrediscono direttamente, dato che il democristiano è un animale da agguati. Che fine hanno fatto i post-comunisti? Ne sopravvive qualcuno in CGIL: gente come Landini, che sembra quasi ingenuo nelle sue uscite da sessantottino. Un Capitan America dei poveri, ibernato per decenni e scongelato da poco, che si trovi all'improvviso in un mondo peggiore, e non in uno migliore. La FIAT sta chiudendo e Lapo fa lo stilista, ma Capitan Landini si guarda attorno alla ricerca del suo nemico numero uno, il Teschio Rosso, che nel suo caso dovrebbe chiamarsi il Teschio Nero, o no?
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