mercoledì 15 maggio 2013
SINISTRORSI ECOFASULLI E LAMENTOSI
Che può significare essere di sinistra in Italia? Avere il faccino triste della Boldrini, o sputacchiare parole estratte a caso dal vocabolario, come Vendola? Difendere le donne pestate dai mariti e dai fidanzati, o sostenere i medesimi mariti e fidanzati, in quanto extracomunitari, disoccupati e figliendrocchi? Cosa dire di un negro impazzito che ha ammazzato tre italiani a picconate? Era stato espulso, ma stava in Italia. Dormiva in un cantiere; ecco dove ha trovato il piccone! Chiamarlo negro o nero è una questione di mettere o togliere una "g". Di sicuro è un assassino. Nessuna scusa, ma i piagnoni della sinistra, che si ostinano a tenere in Italia la feccia degli altri paesi, potrebbero almeno farli dormire in un appartamento. Suggerisco a Vendola e Boldrini di portarsi a casa almeno un negro a testa. Così se non altro il negro in questione non troverà facilmente un piccone! Il PD è difficilmente qualificabile come partito di sinistra. Farebbero meglio e prima a chiedere l'iscrizione al PdL, e cantare tutti assieme "Meno male che Silvio c'è". Quel fuori di testa di Grillo questa l'aveva imbroccata: PD e PdL sono assimilabili. Grillo non ha detto "assimilabili" solo perché sta ancora imparando le parole composte da tre sillabe. Letta nipote è un pretino; non a caso ha portato la sua squadra in un'abbazia. In Italia però ci vuole un pretino premier, a fare da contraltare all'ex premier puttaniere, all'ex premier professore barboso, ed all'ex premier Prodi, distruttore dell'IRI e non solo. Crozza dice: "Berlusconi afferma di aver pagato Ruby 4,5 milioni, ma lei non gliel'ha data. Alla faccia dello sciupafemmine!". Meglio prenderla sul ridere, così evitiamo di pensare alle risorse che lo Stato sta sprecando per incastrare il Silvio con un'accusa idiota come la prostituzione giovanile. Se lei non gliel'ha data, non è prostituzione. Berlusconi ha regalato 4,5 milioni a Ruby? Saranno soldi e cazzi suoi? Se è vero che quel che resta della sinistra cerca di affondare l'uomo di Arcore con l'interdizione dai pubblici uffici, quella sinistra si comporta peggio dei preti che predicano bene e razzolano male. Pensassero piuttosto all'ecologia, visto che la "E" di SEL dovrebbe significare quello. Non mi pare che si ammazzino per la raccolta differenziata e per gli inceneritori. Basterebbe occuparsi di quelli, piuttosto che agevolare le ecomafie. Invece di fare il poeta fallito, Nicky presenti una legge sul recupero industriale dell'alluminio di scarto (lattine e simili). Ne scaturirebbero nuovi posti di lavoro e risparmio nella produzione industriale. E il vetro? Si ricicla solo se non lo si mescola all'organico ed al resto. Non è così difficile. La plastica di scarto è quasi tutta costituita da bottiglie usate una sola volta. Come mai? Si possono riempire infinite volte. Il "governatore" ducetto di SEL convinca la grande distribuzione, magari a partire dalla Coop, a riutilizzarle. Poi ci sono i cinque stelle. Si collocano più a sinistra che a destra; sembrano di sinistra per il fatto di essere confusi ed attaccati agli euri. Sinistrorsi direi, perché in tre mesi non hanno combinato alcunché. Pesi morti "giovani" anagraficamente parlando, ma vuoti come le bottiglie di plastica di cui sopra. Tutte le volte che si sono mossi contro gli inceneritori, gli inceneritori medesimi sono stati costruiti. Meglio sarebbe per la collettività se i cinque stelle non si agitassero. Stiano tranquilli, e si spendano le diarie a puttane, perché forse per loro non ci sarà una seconda legislatura.
lunedì 22 aprile 2013
BASTEREBBE UNA APP
Io ho usato la app per Android "I codici Simone". Cliccando su "Costituzione", si scopre che l'art.83 è intitolato "Il Presidente della Repubblica". Sono solo nove gli articoli da consultare, dal numero 83 al numero 91, e lo si può fare comodamente da smartphone. Il suddetto articolo 83 della Costituzione prevede che il Presidente della Repubblica sia eletto dal Parlamento in seduta comune, integrato da rappresentanti delle Regioni. L'articolo 83 della Costituzione non stabilisce viceversa che il Presidente della Repubblica possa essere eletto tramite consultazione on line, e neppure per acclamazione da parte di alcuni cittadini riuniti in piazza. L'articolo 84 riconosce come unico requisito per diventare Presidente della Repubblica l'età di cinquanta anni. Quindi volendo potremmo anche eleggere una giornalista, un medico o un comico. I padri costituenti evidentemente auspicavano che i loro successori ed il popolo tutto non fossero completamente cretini. L'articolo 85 prevede che il Presidente della Repubblica sia eletto per sette anni. Manca ogni riferimento al rinnovo del mandato, ma non è espressamente proibito. All'articolo 86 si regolamenta la supplenza del Presidente della Repubblica, affidata al Presidente del Senato. L'articolo 87 elenca alcuni poteri minori del Presidente della Repubblica; così gli stupidotti pensano che presiedere il CSM conti qualcosa. In realtà il CSM è per il Presidente della Repubblica quello che la Coppa Italia è per la Juve: un ripiego. Il Presidente della Repubblica italiana è più forte quando la politica è debole. Adesso è fortissimo. Non è un notaio, come da articolo 87; è piuttosto il direttore di un'orchestra di litigiosi, dilettanti, cialtroni e cenciosi rubagalline. I politicanti si sono scornati tra loro; o meglio: si sono scornati Bersani e Grillo. Berlusconi è rimasto fermo come una roccia in mezzo alla corrente. I cretini coi kajak e senza casco si rompevano le corna, e lui aspettava. Adesso Napolitano può sciogliere le Camere, e mandare tutti i politicanti ad elemosinare voti da un popolo che li tratterebbe a pesci in faccia. L'articolo 89 sancisce che i ministri controfirmino gli atti del Presidente della Repubblica; ma i ministri li sceglie indirettamente lui. Anzi forse Napolitano li ha già scelti: i saggi, facilitatori di soluzioni. Il Presidente della Repubblica scarica le responsabilità, tenendosi il potere. L'articolo 90 dice che può essere messo sotto accusa solo per alto tradimento ed attentato alla Costituzione. Il Presidente della Repubblica presta giuramento dinanzi al Parlamento (articolo 91). Napolitano è il primo nella storia repubblicana a prestare giuramento due volte, punto! Nessun golpe, né golpetto furbo. Prima di aprire la bocca, documentarsi, specie gli ex comici. L'articolo 278 del Codice Penale "Offesa all'onore ed al prestigio del Presidente della Repubblica", prevede la reclusione da uno a cinque anni. Occhio!
mercoledì 3 aprile 2013
I PROBLEMI DELL'ITALIA
Quali sono i problemi dell'Italia? Tasse, corruzione, non produttività, politica. Ma è anche vero che se l'Italia fosse abitata da tedeschi o da svizzeri non avrebbe i problemi che ha. La mentalità italiana è alla base della corruzione, quindi della politica e della non produttività. Le tasse sono una conseguenza, giacché servono a mantenere in vita un carrozzone politico senza pari, a foraggiare milioni di burocrati, a pagare le mazzette ed a non garantire i servizi ai cittadini. La pubblica amministrazione è un colossale nodo di non produttività. Il bizantinismo italiano si è scatenato nel giustificare l'esistenza di una miriade di enti locali, che comportano più che altro spese. Comuni piccolini, con sindaci ed assessori piccolini, che fanno delibere piccoline, su un territorio che per la sua importanza nell'ordine delle cose fa ridere i polli. Non abbiamo tante città degne di quel nome. Forse i capoluoghi di regione e neppure tutti. Torino, Milano, Genova, Roma e Napoli esauriscono il discorso "città". Potremmo aggiungere Bologna, Firenze, Palermo e forse altre due. Insomma: abbiamo una decina di città, ad esser buoni. Le regioni però sono il doppio, ed alcune sono dei pesi morti per l'intera nazione. La regola per consentire ad un ente locale di esistere dovrebbe essere il PIL. Se non producono, sono solo carrozzoni dispendiosi. Se producono, hanno diritto a trattenere in loco la maggior parte delle entrate tributarie. Risparmieremmo moltissimo e pagheremmo molte meno tasse se in Italia ci fossero solo dieci province. I territori improduttivi dovrebbero però essere commissariati dal governo centrale, ed affidati ai prefetti. Inutile fare elezioni in posti dove la gente si vende il voto per un paio di scarpe. Succede e molto spesso. Con un potere locale ridotto all'osso, gestire la sanità sarebbe più facile, perché le province non chiuderebbe gli ospedali extra-urbani. Non pagando una moltitudine di burocrati eccedenti negli attuali enti locali, rimarrebbero milioni di euri per comprare le medicine e quant'altro serve alla degenza dei malati. Chiunque vada al governo dovrà tagliare la spesa improduttiva: procedure che impegnano centinaia di persone, con centinaia di passaggi assolutamente stupidi. Sfoltire si può e si deve. Basta copiare dai privati, che non premiano il lavoro fine a se stesso, bensì solo quello produttivo. Come siamo arrivati ad avere milioni di finti lavoratori? Grazie alla complicità tra dirigenti, sindacalisti e politicanti: una banda di pesi morti che nessuno ci invidia. Come realizzare tutto ciò? Non lo si può fare nel breve periodo, dato che presupporrebbe azzerare milioni di redditi di persone che svolgono mansioni inutili, ma non per colpa loro. In una decina di anni ci si potrebbe arrivare, ma servirebbe una stabilità politica tipo quella cinese. Vogliamo viceversa continuare a fare i fessi? Cipro e la Grecia insegnano.
giovedì 28 marzo 2013
AZZECCAGARBUGLI FALLITI
Quando Manzoni scrisse "I promessi sposi" (Fermo e Lucia), oltre 170 anni or sono, descrisse l'arretratezza dei costumi seicenteschi, ma manifestò anche una capacità profetica. L'azzeccagarbugli (dottore per gli amici) è una sorta di consulente legale, che sta sempre dalla parte dei più forti, cioè di quelli che possono pagare. Nel suo studio, l'azzeccagarbugli ha una gran quantità di libri, in maggior parte non letti. Un uomo che si nasconde dietro le citazioni ed i paroloni, ma non riesce a nascondere l'incapacità di fare. La nostra casta politica corrisponde perfettamente alla descrizione. Un politico che accusa gli avversari di essere rognosi, quando lui ha la scabbia. L'azzeccagarbugli è, purtroppo per noi che lo votiamo, un essere che non capisce l'economia, eccetto quella di casa sua. Se ne frega che le agenzie di rating ci collochino al livello del Messico. Lo spread nel seicento non c'era, e neppure ai tempi del Manzoni, quindi l'Alessandro nazionale non ne ha parlato. Nel 2013 lo spread ci mangia di traverso, ed i politicanti azzeccagarbugli continuano a lisciarsi la cravatta. Nel seicento gli ospedali si aprivano: nel 2013 si chiudono. Il neo parassita seicentesco, amante del distinguer formale, non è neppur capace di fare una legge elettorale che renda governabile la nazione. Basterebbe copiare dagli altri, ma nel terzo millennio riusciamo ad essere scemi come ai tempi dell'azzeccagarbugli di manzoniana memoria. Come se non bastassero gli azzeccagarbugli politicanti, ci sono quelli giudiziari. Avvocati, procuratori della repubblica e giudici, che tirano per le lunghe processi, che durano quanto cinque governi messi assieme. Poi magari si ricomincia tutto da capo. I potenti, come ai tempi di Fermo e Lucia, non vanno in galera. Le cause civili durano talmente tanto tempo che le aziende falliscono due o tre volte. Pubblici ministeri affamati di gloria, e con poca voglia di lavorare, che si buttano in politica. Qualcuno riesce a farsi male. Manzoni non poteva immaginare che avremmo corso il rischio di fare la fine di Cipro, pur essendo delle cicale molto più grosse e rumorose. Per lo scrittore, il male era rappresentato dal signorotto lombardo ingrifato. Ai suoi tempi, le Lucie non la davano via come oggi, e don Rodrigo non era proprietario di alcuna tv. Tratto da Wikipedia: "sulla sua psicologia di parassita s'innesta la sua nota prudenza vile e la sua miserabile doppiezza". Quanti ne conosciamo di simili conigli? Le ricetta degli italiani per liberarsi degli azzeccagarbugli: votare per una specie di Scientology di sfigati, che vorrebbe governare lo sfigato stivale in streaming, senza saper né leggere, né scrivere. I professori hanno fallito, i sindacalisti meglio lasciarli perdere. Ci servirebbe qualcuno che sappia avviare da zero un processo produttivo. Un Ford, un Olivetti, un Ferrari, un Agnelli (di una volta), un Bill Gates. Possibile che in questo paese delle banane nessuno sappia lavorare con un minimo di sale in zucca? I cantautori si limitino a cantare, i comici a far ridere, i fisici a parlare di bosoni, i banchieri a prendere per i fondelli la cittadinanza.
martedì 26 febbraio 2013
IL GRILLISMO
Chissà se tra qualche anno si parlerà ancora di Grillo e dei suoi grillini. A questa tornata elettorale si è piazzato oltre le più rosee previsioni. Ha quasi corso il rischio di diventare il premier; lui che ha evidentemente paura di entrare in Parlamento, perché lì dovrebbe confrontarsi con gente che sullo stomaco ha molto più pelo di lui. Ha mandato avanti un esercito di sconosciuti, dilettanti allo sbaraglio, che neppure si conoscono tra loro, selezionati on line con poche decine o poche centinaia di preferenze. Averlo saputo prima, in molti avremmo provato il toto 5 Stelle! Bello andare in piazza, mandando tutti a cagare, promettendo di spopolare il Parlamento, e poi? Adesso i dilettanti allo sbaraglio dovranno votare proposte di legge loro e degli altri. Come se la caveranno? Telefoneranno tutte le volte al Grillo, che chiederà a Casaleggio? Si parla di partito eterodiretto, ma 5 Stelle non è un partito, perché Grillo teme il confronto. Più che altro si tratta di una setta all'americana, tipo Scientology. Se ti piace è così, se non ti piace fuori dalle balle. Votare per uno che non abbia il coraggio di candidarsi premier dimostra la pochezza dei grillini. Si erano candidati premier finanche dei nessuno come Giannino ed Ingroia. Grillo invece no; dopo anni di preparazione capillare, architettata da chi in 5 Stelle detiene il cervello, si sono presentati senza voler vincere veramente. Un voto di pancia, che ha voluto credere ai mille euro mensili di stipendio sociale; finanziati come? Un tizio si è già recato sotto casa di Grillo per incassare i suoi primi mille. Speriamo ne arrivino altri. Un voto di scambio, come quello di Berlusconi che furbescamente ha affermato che avrebbe speso 4 miliardi dei suoi, per rimborsarci l'IMU. Fortuna per lui che ha perso! Le scienze politiche esistono e si studiano all'università, anche se gli italiani si sentono tutti laureati ad honorem. Le scienze politiche insegnano che alle elezioni partecipano partiti politici, che vogliono governare. Qualcuno proporrà un aggiornamento: partecipano anche non meglio definiti "movimenti" che le elezioni non vorrebbero vincerle. Il loro scopo è di fare casino. Fare casino, politicamente parlando, significa però borse in negativo, per rischio instabilità. Lo spread, che non preoccupa Berlusconi ma dovrebbe preoccupare tutti quelli che hanno un mutuo variabile, sale, e con esso il costo del denaro. Le elezioni costano parecchio, annessi e connessi, tipo: gli autisti di bus napoletani, che si sono in numero significativo inventati scrutatori. Rifare le elezioni, come dice Grillo, significherebbe spendere altri euro, milioni. Non è chiaro ad una moltitudine sostanzialmente illetterata che non stiamo giocando, non stiamo provando a "mettere su" questo o quello; come nazione abbiamo il PIL in decrescita. Giocare allo sfascio è da cretini. I grillini non sono Grillo, per cui in Parlamento si adegueranno e voteranno senza gli strepiti del capo isterico nelle orecchie. Anche i grillini no TAV usciranno dal ghetto del caos ad ogni costo. In fondo saranno Onorevoli e Senatori, molto ben pagati. Rinunceranno a quel ben di Dio, per assecondare il milionario ligure, o anche loro punteranno alla pensione dopo una sola legislatura? C'è anche il rischio che Grillo spaventi più di quel che merita, ed induca PdL e PD ad un governissimo. Una maggioranza basata sulle concessioni reciproche, senza vere innovazioni, ma stabile. Grillo potrebbe costringere Bersani e Berlusconi a fare un Monti bis, che potrebbe durare cinque anni. E tra cinque anni Grillo che fine farà? Più vecchio di cinque anni, e senza avere mantenuto alcuna promessa, scenderà ancora in piazza come un giovane sessantenne? Tra cinque anni anche i suoi supporter avranno cinque anni di più, e forse meno "grilli" per la testa.
giovedì 21 febbraio 2013
FROTTOLE FRITTE
Una fiera della vanità. Mancano pochi giorni al voto politico, ed i numerosi candidati premier sparano le ultime cartucce. Monti dice che la Merkel preferirebbe che non vincesse Bersani. La Merker ribatte che spetta agli italiani scegliersi il premier. Monti insiste dicendo che la Merkel non lo vuole dire, ma lo pensa. Monti ha sviluppato facoltà telepatiche, ma non si è reso conto che il suo tono cosiddetto "professorale" sta sulle palle alla quasi totalità della popolazione. Fini e Casini si sono affidati a lui, ma forse stanno cercando una scialuppa di salvataggio. Fini ha sbagliato tempo fa, quando sciolse Alleanza Nazionale nel partito di Berlusconi. Dopo il litigio col cavaliere, si portò dietro quattro gatti, di numero. Casini si è scelto un cavallo zoppo, ma spera di salvarsi il culo, grazie alla sua astuzia democristiana. Ci riuscirà? Fini e Casini andranno finalmente a lavorare? Berlusconi scrive agli italiani che restituirà gli euri dell'IMU. Qualcuno gli crede pure, e si reca alla posta o all'Agenzia delle Entrate. Non sanno che a Carnevale ogni scherzo vale? Giorno più, giorno meno. Bersani promette che toglierà i ticket sulle visite specialistiche. Questa è quasi grossa come quella di Berlusconi, che ammonta a 24 miliardi, per controbilanciare i quali il Silvio aumenterebbe il prezzo di sigarette ed alcolici. E con questa si è fumato e bevuto i voti dei tabagisti e degli ubriaconi, ammesso che guardino la tv. Bersani come pensa di controbilanciare le mancate entrate da ticket? Già adesso le Regioni piangono miseria, proprio a causa della sanità, e dei ladroni che in essa sguazzano come coccodrilli nelle paludi. Giannino sbuca fuori dal nulla, e nel nulla ritorna quando scoprono che non ha il master, ma neppure le lauree. Insomma: dove ha studiato questo bell'ometto variopinto? Per inciso, sembra che sappia ciò che dice; e neppure le spara grosse come gli altri. Se entrerà alla Camera, vedremo quanto vale. Chi invece è praticamente sicuro di farcela è Grillo, ma ha una paura fottuta di doversi sedere e ragionare, carte alla mano, di problemi concreti. Teme di dover proporre soluzioni percorribili. Non basta dire: "diamo un salario minimo a tutti". Occorre specificare da dove diavolo prenderebbe gli euri per farlo. E non basta recitare il mantra dei cacciabombardieri F35. Non possiamo rinunciare alla difesa aerea; è semplicemente improponibile. Potremmo comprare dai russi dei caccia che costano 1/3 degli F35, ma Grillo non lo sa, perché il suo guru non glielo ha detto. Il genovese ex comico sa che non si governa in piazza, urlando e beccandosi querele per diffamazione. In piazza ci va un italiano su trenta, e non è detto che abbia l'età per votare. Ingroia dice di avere ricevuto una lettera, nella quale lo paragonano a Falcone e Borsellino. Dovrebbe essere contento che qualcuno, seppur un malavitoso, ardisca un tale improponibile paragone. Ingroia ha dietro di sé quel che resta del dipietrismo, dei molti partitini comunistini, degli arancioni, chiunque siano. Non è detto che superi neppure il 4%. Gli conveniva fare meno la diva del muto, ed accodarsi al buon Vendola, che la lezione l'ha imparata, accodandosi a Bersani. Ingroia mi ricorda quel sardo, autonominatosi presidente di una repubblica delle banane, che racconta di essere stato rapito e poi rilasciato. Rapito da chi? Chi lo conosce "Doddore" Meloni? Non dimentichiamoci di Fratelli d'Italia, apparentati con Berlusconi, ma distinti da Silvio. Guarda guarda: un altro candidato che si chiama Meloni! La Giorgia in questione, assieme a Crosetto, potrebbero cantare "Il gigante e la bambina", con il coro in sottofondo di La Russa. E poi? Che hanno da dire di diverso? Adesso li accusano finanche di essere omofobi! Non sia mai. Si direbbe che il partito dei gay sia trasversale, e fanno i festini assieme ai benpensanti che amano gli zingari, specie quando infestano i quartieri popolari. Detto ciò, penso che vincerà Bersani, che governerà con Monti. A Vendola il ministero delle pari opportunità.
venerdì 25 gennaio 2013
IL GENIO DEL MALE
Berlusconi disse che Travaglio è convinto che lui sia un genio del male. Travaglio peraltro ha guadagnato parecchio insistendo su quel soggetto, non lavorando più di tanto sulla sceneggiatura. Ha raccolto notizie sul cavaliere di Arcore, ed ha confezionato monologhi e libri. Nessuna vera news. Su Berlusconi è stato detto di tutto; forse tutto quel che si poteva dire. Fare monologhi, senza essere interrotti, significa passare per quello che detiene il verbo. Comodo ma poco credibile. Travaglio ha il massimo interesse che Berlusconi non scompaia dalla scena politica; altrimenti lui su chi scriverà? Che potrebbe raccontare su Bersani? Intrighi internazionali a base di piadine e ballo liscio? E senza i monologhi velenosi di Travaglio, anche Santoro dovrà piantarla di riproporre per l'ennesima volta quel programma televisivo che conduce da anni, cambiando solo il titolo. Che stia in RAI, a La7 o da qualche altra parte, Santoro è incapace di evolversi: sempre la stessa minestra. Berlusconi è il cattivo e l'immorale, quindi i suoi avversari sono tutti meglio di lui. Santoro non è fesso; sa benissimo che sta facendo pubblicità a Berlusconi. Santoro, Berlusconi e Travaglio non sono nemici: recitano una parte, che rende centinaia di migliaia di euri e notorietà ad entrambe le fazioni. Non sarà mica che l'uomo di Arcore sia così diabolico da avere inventato lui Santoro e Travaglio? Forse una notte (è un animale notturno) ha riunito i suoi pubblicitari, per progettare a tavolino i suoi nemici ideali. Quelli che illudono i fessi che la democrazia esista, e nel contempo portano fieno alla cascina del capo, il creatore, il perfido signore del male di Arcore. Strano che non abbia ancora fatto abbattere la villa, per fare edificare al suo posto una torre fortificata come quella di Saruman, nel Signore degli Anelli. Berlusconi non è Sauron, perché l'oscuro signore di Mordor aveva il castello pieno di orchetti incazzati. Berlusconi il castello lo riempirebbe di veline scosciate. Berlusconi è una specie di Saruman, ex mago buono, convertitosi al lato oscuro perché rende di più. Berlusconi-Saruman è umano, Sauron no. Forse Monti potrebbe interpretare Sauron, come presenza oscura, che regna per conto del potere bancario.
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