sabato 18 giugno 2011

Brunetta contro la precaria comunista

Il ministrino, così definito per vie delle sue gambe corte, ha maltrattato una precaria, o una comunista? Può essere che sia stato il cognome della tizia, e non la sua occupazione, a scatenare i riflessi fulminei del sogghignante soggetto. Riflessi più veloci del pensiero cosciente: quanto serve a sopravvivere nella jungla. La piccola creatura però non ha incontrato la precaria in un contesto abitato da giaguari ed anaconda, bensì ad un convegno fino ad allora civilissimo. Quella precaria non è peraltro proprio il massimo della fame e della disperazione. C'è gente molto più precaria di lei. Quindi forse il suddetto ministrino è caduto in una trappola architettata dai perfidi comunisti. Gli amici della biscia dovevano aspettarselo, dopo i referendum, che li hanno bastonati per la seconda o terza volta nel giro di un tempo troppo breve per consentire loro di riprendersi. Quelli della Lega stanno cercando di scendere dalla nave che affonda. Adesso forse possono ancora allontanarsi a nuoto. Chiedendo quattro ministeri al nord, forse costringeranno il Berlusca a dismettere il suo sorrisino che tanto piace a quei pochi italiani che ancora ammirano il suo bunga bunga. Nonostante decine di milioni di votanti non abbiano votato, la maggioranza lo ha fatto, con i risultati che conosciamo: quattro sì! All'estero finalmente distinguono gli italiani dotati di cervello dall'ormai quasi scaduto premier.

giovedì 9 giugno 2011

FACCIAMO COME I TEDESCHI

Non ci sono dubbi che gli incidenti nucleari inducano l'opinione pubblica a diffidare delle centrali atomiche. Fortuna che detti incidenti non capitano tutti i giorni e neppure tutti gli anni. Che l'impiego dell'uranio per produrre energia elettrica sia, almeno all'inizio, conveniente è altrettanto vero. "Almeno all'inizio" significa però che ci saranno scorie da eliminare e centrali da smantellare. Questi sono costi aggiuntivi, che potrebbero azzerare tutto il risparmio iniziale. Quindi, dal punto di vista economico, è tutto da dimostrare che le centrali nucleari siano un buon investimento. Se qualcuno ci fornisse i dati di una gestione completa, potremmo fare due conti. Per come stanno le cose, pare che nessuno abbia ancora capito come eliminare le scorie e come dismettere le centrali. Di conseguenza, nessuno sa quanto possa costare. Come si suol dire. "qui casca l'asino", sperando che non si faccia male. Questo dal punto di vista economico. Dal punto di vista ecologico, il solo spauracchio delle scorie azzera qualunque discorso sulle centrali nucleari. Il problema con il nucleare è che assomiglia ad una torcia che si accende subito e produce tanta luce; però poi la torcia in questione non ne vuole sapere di spegnersi. La radioattività dura centinaia se non migliaia di anni. Se parliamo di inquinamento, forse la razza umana ha finalmente scoperto il modo di appestare l'ambiente per tempi veramente lunghi. Molto meglio dell'inquinamento da idrocarburi, da carbone, da metalli o da plastica. I tedeschi, che di solito sanno quel che fanno, hanno detto stop al nucleare. Contestualmente hanno avviato un programma serio per produrre energia elettrica dalle fonti rinnovabili. Collocheranno torri eoliche anche in mezzo al mare, oltre ai pannelli fotovoltaici che da qualche parte in Italia timidamente compaiono. Ci sono quelli che contestano le torri eoliche, in quanto deturperebbero il panorama. Questi signori potranno parlare solo dopo aver rinunciato al riscaldamento in casa, alla luce elettrica ed all'automobile. Vadano in bici, e si scaldino con il bue e l'asinello. I francesi, che si ostinano a sostenere il nucleare, rischiano di rimanere isolati in Europa. Se voteremo "sì" al referendum abrogativo sul nucleare, i francesi non costruiranno le centrali in Italia. Vero che, dovesse succedere qualcosa tipo Fukushima ad una centrale francese, noi saremmo coinvolti, data la contiguità territoriale. Altrettanto vero è che tra noi e loro ci sono le Alpi: uno sbarramento naturale, che, in certi tratti, supera i quattromila metri. In conclusione, costruire centrali nucleari non è un esercizio di coraggio, bensì un'ipoteca sugli anni a venire. E qui si parla di periodi molto, molto lunghi.

mercoledì 1 giugno 2011

Quel Gheddafi della mutua.

Ci siamo vergognati per lui e di lui, quando ha messo una mano sulla spalla ad Obama, e lo ha costretto ad ascoltare le sue lagnanze sulla sinistra e le toghe rosse. Qualcuno si è chiesto come mai uno che sostiene di essere un imprenditore di successo ed un uomo di mondo non conosca l'inglese. Obama era imbarazzato, di essere coinvolto in una tale crisi di senescenza e mancanza di senso dello Stato. Anche altri statisti si guardavano in giro, disorientati da quella sceneggiata. Quando Berlusconi si è recato a Napoli, per sponsorizzare Lettieri, Gigi D'Alessio ha rischiato che la gente mandasse a cagare anche lui. Poi il centro-destra ha perso definitivamente le elezioni amministrative. Berlusconi ha perso Milano, e De Magistris ha preso Napoli. Hanno vinto Vendola e l'IDV, non escludendo un apporto da parte dei grillini. Il PD ha capito di dover appoggiare De Magistris e Pisapia: un salutare bagno d'umiltà. L'impressione diffusa è che il berlusconismo sia alla frutta. Berlusconi forse è addirittura al caffè. La Lega ha perso roccaforti come Novara, patria di Cota. Bossi stesso rischia grosso, se continua ad appoggiare l'uomo di Arcore. Specie adesso che Berlusconi non riesce neppure più a fare eleggere uno dei suoi, come sindaco del suo paesello. Gli egiziani ed i tunisini hanno defenestrato i loro dittatori. I libici ci sono vicini. Forse noi, che abitiamo poco più al nord di loro, dovremmo imparare come si fa.

mercoledì 18 maggio 2011

ANCHE I RICCHI PIANGONO

Il primo turno delle amministrative ha rilanciato l'opposizione. A Milano, anche i ricchi piangono: La Moratti ha cercato di sputtanare Pisapia in tv, ma è stato un autogol. Un dossieraggio carogna: trovare qualunque cosa possa compromettere la credibilità del candidato avverso. Ma questa volta l'elettorato non è caduto in trappola, e la Moratti andrà al ballottaggio in svantaggio. Un effetto boomerang assolutamente imprevisto. A Napoli, De Magistris ha battuto il candidato del PD, ed adesso il PD dovrà appoggiarlo nel ballottaggio contro il candidato di Berlusconi. De Magistris potrebbe essere quel che ci vuole per Napoli: uno sbirro che raddrizzi milioni di schiene storte. A Bologna, ex roccaforte dei “rossi”, il PD ha evitato per un pelo il ballottaggio, e canta vittoria. A Torino, Fassino ha doppiato Coppola, nel senso che ha preso il doppio dei voti. Fassino non è di certo l'uomo nuovo, ma rappresenta la continuità con Chiamparino, che i torinesi hanno molto apprezzato. I torinesi si accontentano di avere una sola linea di metropolitana, peraltro incompleta. Sperano che la FIAT non chiuda del tutto, e che la Bertone produca delle Maserati. A Torino, la grande sconfitta è stata la Lega, che ha perso l'occasione di sfondare. Il fatto che Cota sia il presidente della Regione, ai torinesi non fa né caldo, né freddo. Che Torino fosse sinistrorsa, non è una scoperta. Che mezza Milano abbia votato per uno dell'estrema sinistra, costituisce invece una novità, che dovrebbe mettere sul chi vive Berlusconi.

martedì 17 maggio 2011

STATISTI PUTTANIERI

Dominique Strauss-Kahn, sessantaduenne, francese, ebreo, socialista, economista, deputato, ministro, candidato presidente, si è fatto beccare con le braghe calate. O meglio: ha fatto appena il tempo a tirarsele su, dopo avere tentato di stuprare una cameriera che ha metà dei suoi anni. Lei lo ha graffiato, e lui non ha fatto in tempo a fabbricarsi un alibi. Questo uomo intelligentissimo stupisce per la sua stupidità abissale: pagando avrebbe potuto permettersi qualsiasi zoccola da battaglia, anche molto più giovane. Che Strauss-Kahn non abbia sentito parlare di uno statista italiano molto quotato, che frequenta mignotte che hanno un quarto dei suoi anni? A uno come Strauss-Kahn dovrebbero ritirare la laurea in economia, perché ora, per risparmiare centinaia di euro rischia decine di anni di galera. E negli Stati Uniti chi viene beccato con le braghe calate, in galera ci va sul serio, mica come in Italia. Due sceriffi lo hanno portato ammanettato davanti ad un giudice, donna, che gli ha negato la libertà su cauzione. Tanto è meglio che si abitui agli spazi angusti. Qualcuno giustifica il pazzo in questione, che si è sputtanato la carriera e tutti gli anni che gli restano da vivere, riconducendo il suo operato al delirio di onnipotenza. Può darsi. Di sicuro uno così, senza andare a scomodare la psicoanalisi, lo possiamo definire senza tema di smentite: un gran coglione!

mercoledì 11 maggio 2011

Previsione terremoti

Un profeta di terremoti lo aveva detto: ci sarà un terremoto a Roma, il giorno 11 maggio 2011. Essendo un "profano" tutti lo abbiamo preso sotto gamba, ma in parte ci ha imbroccato, giacché il terremoto c'è stato in Spagna. Un terremoto non da poco: dieci morti, ma non si è verificato a Roma. Nella nostra capitale, i cinesi ci hanno creduto, chiudendo i negozi. Alcuni romani sono andati in campagna. Mentre scrivo, manca mezz'ora a mezzanotte; spero che il Colosseo non crolli prima di domani. Profano o no, il profeta suddetto pare ci avesse imbroccato altre volte, studiando i moti dei pianeti del sistema solare. Forse non era un pellegrino ed un Nostradamus fallito. Del resto, gli esperti "ufficiali" di terremoti quando mai hanno fornito informazioni in tempo utile per tagliare la corda prima che la crosta terrestre iniziasse a ballare? Proviamo gusto a levarci prima che arrivino gli tsunami, ma ci fregano quasi sempre.

venerdì 29 aprile 2011

Procuratori della Repubblica

Categoria di magistrati particolarmente odiata dal premier, in particolare quelli di Milano, perché hanno posto in essere innumerevoli tentativi di farlo finire in galera. Guariniello è un pm sul quale nessuno può eccepire, specie dopo il processo contro la ThyssenKrupp. Lui in precedenza si era occupato di amianto, ed era riuscito a dimostrare quanto possa essere pericolosa quella sostanza, non solo nei posti di lavoro. In generale, le procure della Repubblica si occupano della pubblica accusa, contro chi è sospettato di avere commesso un reato. Può essere una buona idea quella di separare le carriere di pubblico ministero da quella di giudice. Negli Stati Uniti, il pm è un vero avvocato dell'accusa, che rappresenta il popolo, quindi dal popolo è eletto. Da noi, nessuna forza politica lo propone; chissà come mai? Suscitano sconcerto i litigi tra le varie procure, quando in due o più indagano sullo stesso delitto. Possibile che una procura generale, competente per territorio, non possa o non debba attribuire ad una sola procura le indagini sullo specifico delitto? Su UnaBomber hanno indagato quattro procure. Risultato: l'unico sospettato alla fine è stato scagionato, ma non prima di essere riusciti a rovinargli la vita. La responsabilità civile dei magistrati è una cosa da attivare, per il bene dei cittadini. Sull'omicidio di Melania Rea indagano due procure, intralciandosi a vicenda. Il luogo del delitto è stato dissequestrato quasi subito, così un sacco di gente si è fatta un giro da quelle parti, distruggendo ogni prova residua. Non sarebbe male se il pm fosse un criminologo. Nulla contro i laureati in legge, ma un criminologo avrebbe evitato un errore così macroscopico. In effetti, basterebbe che i pm guardassero qualche telefilm americano, tipo CSI, per sapere che il luogo del delitto deve rimanere circoscritto ed isolato, fino alla fine delle indagini. Per gli scoop giornalistici c'è tempo. Tanto più che le due procure non stanno cavando un ragno da un buco, e le piste dopo 48 ore sono già fredde. Un criminologo sa che bisogna seguire la traccia più semplice, lasciando la fantasia agli opinionisti televisivi. La pista più semplice è quella del marito: che Melania sia stata uccisa da lui. Tanto più che sull'auto del marito hanno trovato tracce di sangue della moglie. Qualora venisse scagionato il marito, potrebbero prendere corpo altre ipotesi, tipo quello della "ramba" gelosa: un'allieva malvagia del caporal maggiore, che avrebbe condotto con le buone Melania nel bosco, per poi pugnalarla decine di volte.