venerdì 18 marzo 2011
CHE PALLE ESSERE BUONI!
sabato 12 marzo 2011
IL TRICOLORE E L'INNO DI MAMELI?
Tutti in piazza a difendere il tricolore! Tutti in piazza a difendere l'inno di Mameli! Tutti a difendere la Costituzione! Peccato che nessuno abbia proposto di cambiare bandiera ed inno nazionale. L'inno in effetti ci fa fare brutte figure tutte le volte che lo canticchiano, prima delle partite della nazionale di calcio. Poi ci pensano loro, i milionari in calzoncini, a seppellirci nel disagio e nel disgusto. Potremmo cambiare l'inno di Mameli, che è una marcetta, non un qualcosa di marziale e solenne. La Costituzione si può cambiare, rispettando le procedure previste dalla Costituzione medesima. Nessuno sta facendo colpi di Stato, e la riforma della giustizia non si applicherà ai processi in corso. Forse Berlusconi si sta vendicando contro la magistratura, ma i signori magistrati non sono particolarmente simpatici al popolo italiano. Sono altezzosi, lenti e macchinosi. Pare che se ne freghino dei tempi delle persone comuni, imponendo i loro. Non corrono rischi di essere sanzionati e licenziati, perché sono “poteri dello Stato”. È bastato un concorso per renderli tali. Non sono eletti dal popolo, perché la sovranità popolare in questo caso conta poco. Se ci sarà un referendum confermativo, dopo la riforma della giustizia, difficilmente il popolo darà torto a Berlusconi, e ragione alle toghe, rosse o di altra tinta. Non siamo in dittatura, infatti i piagnoni della sinistra possono fare tutte le manifestazioni che vogliono, parlando malissimo di un premier eletto dal popolo. Ultimamente la sinistra ed il popolo non sono in sintonia. Nelle piazze, attori italiani hanno sparato a zero contro i nemici della democrazia. Stiamo parlando di gente che non ha mai lavorato, nel senso che la gente comune attribuisce alla parola “lavoro”. Detti “artisti” sono offesi perché il governo ha tagliato loro i finanziamenti. Mettono sullo stesso piano la ricerca e l'arte. E loro sarebbero l'arte? Il cinema italiano è di solito una cosa penosa, che, non a caso, non vince da anni alcun premio nel concorsi internazionali. I nostri attori recitano come cani, e dovrebbero essere doppiati. E non ce ne vogliano i cani. Artisti della mutua! La ricerca è un'altra cosa. Il governo dovrebbe agevolare la ricerca utile, che è quella informatica e scientifica in genere. Cinema e letteratura si finanziano da soli, se i prodotti sono esportabili. Gli americani ci riescono benissimo, noi no. Noi cerchiamo di vivere di rendita, ma non funziona. Gli artisti in piazza, per difendere la Costituzione, dovrebbero andare a lavorare nei campi e nelle fabbriche, a mille euro mensili. Solo allora potrebbero parlare del “lavoro”. Molti tra quegli artisti sputano nel piatto dove hanno mangiato; si legga Mediaset! Ingrati ed abbastanza incapaci. Radical chic chiacchieroni. Simpatica la cantante “comunista”, che sappiamo essere proprietaria di immobili e terreni in sud America. Alla faccia della compagna!
lunedì 7 marzo 2011
I MAGISTRATI SERI
martedì 1 marzo 2011
COSA FAREBBERO SENZA DI LUI?
lunedì 28 febbraio 2011
SAREBBE ORA DI IMPIEGARE IL FRECCIA
Si è già rilevato quanto il veicolo Lince sia inadeguato alla missione militare in Afghanistan. Qualcuno aveva già annunciato, in occasione di uno dei troppi “incidenti” mortali in zona di guerra che ai nostri militari sarebbe stato fornito in alternativa il Freccia. Questo qualcuno era ed è il ministro della difesa La Russa. Mettendoli a confronto, è evidente la superiorità del Freccia, che è un 8x8, pesante fino a 26 tonnellate, rispetto al Lince, che è solo un 4x4, che pesa al massimo 7 tonnellate. Il Freccia pesa quasi quattro volte il Lince, ha otto ruote da venti pollici, ed è alto tre metri. Il Lince di ruote ne ha solo quattro, da sedici pollici, ed è alto due metri. Non ci sono dubbi sulla maggiore vulnerabilità del Lince, che assomiglia più ad un SUV che ad un blindato. Il Lince è lungo solo 4,7 metri, contro gli 8,6 del Freccia: il Freccia è lungo quasi il doppio, ed è largo 2,9 metri. Il Lince è largo 2,1 metri. Quale mancanza di rispetto nei confronti dei nostri militari ci induce a farli circolare su un tale giocattolo? Il Freccia ha un motore adeguato alla stazza: 405 kw, contro i miseri 136 del Lince. Maggioranza ed opposizione sono favorevoli alle missioni militari cosiddette “umanitarie”. Deputati e senatori, gente che difficilmente ha lavorato con il sudore della fronte, sono molto ardimentosi a mandare a morire i nostri giovani, per difendere zone tribali, delle quali agli italiani nulla importa. Forse il nostro esercito ed i politicanti sono d’accordo sulla possibilità di mettere le mani su petrolio, gas e tutto ciò che si può estrarre dalle viscere della terra. Un sospetto o una certezza? Invitiamo i quasi mille strapagati a quindicimila euro mensili: i nostri parlamentari chiacchieroni, a deliberare in fretta l’invio dei Freccia in Afghanistan, per il bene della patria!
giovedì 17 febbraio 2011
Rivoluzioni in rete
domenica 13 febbraio 2011
CHE C'ENTRA KANT?
Mubarak è stato costretto a mollare l'osso, dopo trenta anni di strapotere. Adesso comandano i militari, poi si vedrà. L'Egitto ha seguito l'esempio della Tunisia, che aveva da poco defenestrato il suo dittatore. L'onda rivoluzionaria scuote tutto il nord Africa, coinvolgendo altre nazioni, e mettendo a rischio altre presidenze a vita. Effetto collaterale di diciotto giorni di rivolta in Egitto, tutto sommato pacifica, è una crisi economica da affrontare. Masse enormi di profughi sono in movimento, attraverso il Mediterraneo, e sbarcano da noi. L'Europa è un lento pachiderma, rappresentato da passacarte chiacchieroni. Con la scusa di parlare lingue diverse, fanno finta di non capire gli argomenti altrui. In Italia però si continua a parlare di Berlusconi e del bunga bunga. Quale popolo è così stupido da non capire quando è giunta l'ora di piantarla di litigare su tutto? Rivoluzioni che sovvertono gli equilibri del Mediterraneo scoppiano e si concludono, ma da noi i cosiddetti intellettuali parlano di Kant. Il filosofo è stato tirato in ballo a proposito della moralità del presidente del consiglio. Kant non ha scritto di Berlusconi, ci mancherebbe. Kant era un filosofo, non un veggente. Pare abbia affermato che il capo è anche un uomo, con quello che ne consegue. Proprio perché Kant ha parlato da filosofo, tutti si sono messi ad interpretarlo a proprio favore. Kant è morto da tempo, quindi non possiamo chiedergli cosa intendesse, ma ci interessa veramente? Ferrara ha polemizzato con Eco a proposito di Kant, le “donne” scendono in piazza per difendere la morale, Bersani chiede a Berlusconi di fare un passo indietro, Napolitano ha richiamato Berlusconi, o forse no. Queste “donne” che scendono in piazza sono vagamente sinistrorse, quindi non rappresentano chiaramente l'intero genere femminile, umano e bipede. Ce ne sono di bruttine, quindi non rappresentano le veline, né le letterine, né le altre donnine giovani e belle che piacciono al premier, ma anche ad ognuno di noi maschiacci di una certa età. Mentre noi chiacchieriamo e manifestiamo, Fini fonda il suo FLI; e finora cos'erà? Chi comanderà nel FLI? Ci attendono notti insonni, mentre attendiamo con ansia che i quattro gatti si mettano d'accordo. Intanto, non per mettere fretta, a Lampedusa non c'è più posto per altri profughi, ma questi signori continuano ad arrivare. Nessun comunista si offre di ospitarne due o tre nel salotto o nel garage?
