martedì 9 giugno 2009

“QUESTO MESE CI DANNO I SOLDI?"

Tra tutte le domande che vengono poste ai sindacalisti, questa è sicuramente la più gettonata. Perché il lavoro è il mezzo, ma il salario è il fine. In più, qualcuno appiccica continuamente qualcosa in bacheca, promettendo saldi o arretrati. È il caso del saldo incentivi 2008, che dovrebbe pervenire nelle nostre tasche, dopo tutte le verifiche sul raggiungimento dei risultati (e le montagne di chiacchiere correlate). Sebbene l'azienda sia sempre più in deficit, chiariamo che non può essere colpa del comparto, bensì di chi, dalla Regione in giù, non ha capito che erogando meno prestazioni s'incassa meno. Abbiamo presidi e reparti inutilizzati, ambulatori sottoutilizzati (liste d'attesa), dimissioni veloci, pronto soccorso inadeguato. Forse per alcuni medici l'attività istituzionale è in subordine rispetto a quella privata. Auspichiamo che l'azienda non voglia penalizzare il comparto per i soldi pubblici che personaggi ben individuabili buttano letteralmente dalla finestra. Esempi ne abbiamo tantissimi: cantieri, lavori mal fatti (ma molto cari), acquisti, contratti di collaborazione (almeno 4 super-infermieri dell'est a 7200-7600 € mensili!). Il costo del personale cresce, a fronte di un PIL che cala. La Regione ora pretende un piano di rientro, entro giugno. Effetto elezioni? Ne vedremo delle belle. L'8 giugno abbiamo discusso di incentivazioni trapianti. Diciamo subito che la cosa riguarda 539 addetti, circa 403mila €, infermieri, tecnici e personale di supporto. L'azienda ha individuato una prima linea (Chirurgia Generale 8, Cardiochirurgia) ed una seconda linea (Gastroepatologia, Farmacia, Banca del Sangue, Laboratorio Analisi). Importantissimo: l'accordo deve essere riferito al 2007, e non al 2009. Non dovremmo muoverci a spanne, quando si parla di quote di 1600 €: ci sorprenderemmo se gli addetti del 2009 fosseroesattamente gli stessi del 2007. Ma amministrazione e triplice non la vedono come noi. Altro particolare: perché pagare 1600 € gli infermieri di gruppo 1, e meno di 1/3 quello di gruppo 2? Abbiamo proposto 1316 e 658 €, in rapporto più equo. Diciamo infine che le quote proposte e sottoscritte per il personale di supporto sono decisamente basse: 360 (gruppo 1) e 200 € (gruppo 2).


domenica 7 giugno 2009

L'adorazione del ricco

Il massimo che si possa fare, per asservire il popolo bue, è stato

fatto: ora il popolo bue adora i propri padroni. La massa, per

definizione, manifesta l'intelligenza collettiva dei suoi più stupidi

componenti. La massa ululante è la negazione dell'equazione secondo la

quale sommando due quadrati si ottiene un valore aggiunto. La massa

non produce valori aggiunti, ma solo l'imposizione del soggetto

stupido e rumoroso su quello riflessivo e silenzioso. Una

dimostrazione per tutte: quelli che vanno allo stadio non autorizzano

forse i club a pagare milioni gli allenatori ed i calciatori? Quelli

che vanno allo stadio e guardano le pay tv non adorano forse gente che

porta a casa stipendi che sono centinaia di volte quello di un

operaio? Fa bene Ciro Ferrara a farsi pagare un milione l'anno, visto

che glieli danno, anche se l'allenatore dell'Inter prende dieci volte

tanto. Quindi Ferrara è uno che si accontenta. Altre adorazioni

chiaramente dettate da una profonda idiozia, sono quelle rivolte ai

cantanti ed agli attori. I maledetti morti di fame sbavano per

quell'ereditiera, bionda, afona e mignotta che si spaccia per

cantante. C'è la coda per andare a vedere il Vasco, sborsando dei bei

soldini. E lui sul palco fa l'alternativo e il mezzo comunista, per la

gioia dei polli. Chissà cosa pensa dei suoi supporters che non sempre

arrivano alla fine del mese con un euro in tasca? Tutti ci accaniamo

contro i parlamentari, ma quelli si pagano "solo" decine di volte un

operaio, non centinaia. I cretini si sentono molto più vicini ai

giovani, belli, ricchi e pressoché analfabeti. Chissà come mai uno con

le toppe al culo si sente simile a gente che abita in mega-ville? Si

parla di questione morale, ed allora stabiliamo che un calciatore non

possa essere pagato più di un magistrato della Cassazione. In fondo

questi ultimi per farci ridere hanno studiato una vita. Come mai

l'uomo comune "moderno" non si sente sfruttato? Perché, il pollo,

crede alla pubblicità ed allo slogan "io valgo!". La povera bestia!

Capiamoci: non si tratta di retribuire gente capace di produrre

innovazioni tecnologiche, in grado di salvare milioni di vite, bensì

gente che saltella dietro un pallone, o canta, o recita, o guida la

moto. Lo fanno bene, ma ci deve essere un limite all'indecenza. Trovo

amorale che, a fronte di questi super-ricchi, tantissimi bambini

continuino a morire di fame e malattia.

lunedì 1 giugno 2009

MAGNA STEYR ed OPEL

Quattro anni fa, Auto_blog.it riferiva che la Fiat avrebbe affidato alla Magna Steyr la progettazione e la produzione della sostituta della Stilo. Magna Steyr si presentava come l'unico contractor in grado di mettere in produzione il nuovo modello entro l'anno successivo. Nell'articolo citato si definiva la Stilo: "un disastro". La Fiat aveva previsto di assemblarne 400mila l'anno, ma si era fermata a 100mila. La monopolista italiana con questa strana mossa dava del lavoro alla concorrenza e dichiarava di poter risparmiare addirittura del 30%, rispetto alla produzione casalinga. Erano conciati veramente male! Non solo la Fiat costruiva già all'estero troppi modelli, ma in patria non riusciva neppure più a migliorare i modelli esistenti. La Magna Steyr assemblava, nel 2005, gioiellini come la Bmw X3, la Jeep Gran Cherokee, la Chrysler 300C e l'Audi TT. Non c'è da sorprendersi se Opel abbia preferito la qualità alla quantità. La Fiat non prometteva altro che risparmi di scala, cioè chiusura di stabilimenti, eccetto nel caso in cui il nuovo gruppo fosse riuscito a polverizzare tutta la concorrenza: pura fantascienza. La Magna Steyr ha viceversa dimostrato di saper lavorare meglio della Fiat, per ammissione implicita della Fiat medesima. Sullo sfondo, un popolo coriaceo (i tedeschi) che quando pensa al lavoro pensa al lavoro, e non alle ferie. Noi invece pensiamo sempre ai ponti (nel senso delle ferie), poi non sappiamo più costruirli (con riferimento a quelli che crollano per eventi naturali, o cemento avariato). Cosa dire del ruolo dei sindacati? Quelli tedeschi hanno battuto i pugni sul tavolo, e l'hanno spuntata alla grande, dato che Opel non è fallita assieme al resto della General Motors. I sindacati italiani hanno dato tutta la colpa al governo, che in effetti non è che si sia rotto la schiena per favorire la scalata di Marchionne. Quell'anima candida di Franceschini nel frattempo pensava alle foto di Noemi.

domenica 31 maggio 2009

A lavorare! Con la zappa nei campi.

Ad una settimana dalle elezioni, siamo ovviamente bersagliati da promesse mirabolanti, destinate a rivelarsi dei pacchi clamorosi. Rivediamo con orrore le facce invecchiate di personaggi che pensavamo fossero ancora in galera, ma forse non li hanno ancora presi. Si sa che la magistratura ha i suoi tempi: tempi biblici. Gente che non ha mai veramente lavorato per cinque minuti in tutta la vita. Marmaglia che continua a saltare da un partito all'altro, riciclando quel niente che hanno da dire, e che sanno fare. Il dubbio che dovrebbe assalirci è se la democrazia non implichi appunto la giustificazione in vita di quei parassiti. Noi li eleggiamo, e loro prosperano, rossi o neri che siano, con ingaggi decisamente superiori ai nostri salari. Forse la soluzione starebbe nel mezzo tra la democrazia più pacchiana (la nostra) e la dittatura (quella dell'uomo che pensa a tutto). Dovremmo innanzitutto chiudere le circoscrizioni: che ci stanno a fare, se neppure riescono a fare riparare le strade? Province, regioni e comuni si accavallano, in modo tale che paghiamo un sacco di pagliacci, e non si sa bene a chi competa fare questo o quello. Poi, come se non bastasse, questi politicanti producono altri danni, come quando designano i direttori generali delle cosiddette "aziende" pubbliche. Quelle che infestano la sanità. Grandi manager, ma solo sulla carta, promossi esclusivamente per graduatoria di partito. Invece di inventare le aree metropolitane, suggerisco di azzerare comuni e regioni, dando tutto il potere ed i soldi alle province, secondo lo scema prefettizio, che si rifà alla partizione territoriale dell'antica Roma. Le contee sono qualcosa di simile. Deve esistere un solo livello di potere locale, non tre o quattro: questo è il punto. Costringendo la classe politica ad una selezione interna, forse emergerebbero i migliori (forse). Poi ci sono gli euro-parlamentari. Finora i nostri sono andati a Bruxelles a scaldare le sedie, o forse solo ad incassare i gettoni di presenza. L'Europa ci ha bidonato in molti modi, ad esempio le quote latte. Poi Prodi ed i suoi hanno voluto aprire le porte all'est: bella idiozia. Così non possiamo neppure più chiamarli banditi e stupratori extracomunitari, ma solo banditi e stupratori. Cerchiamo di eleggere gente che difenda i settori produttivi, non cretini che la menano con i buoni sentimenti. I buoni sentimenti, assieme alle buone intenzioni, lastricano le strade che conducono all'inferno. 

mercoledì 27 maggio 2009

DURA LEX, SED LEX

Il decreto legge è un atto con forza di legge che può essere adottato
dal Governo in casi straordinari di necessità ed urgenza. Il DL è un provvedimento che entra in vigore appena pubblicato sulla gazzetta ufficiale. Tuttavia, se non viene convertito in legge dal parlamento entro 60 giorni, decade retroattivamente. Il DL sottrae al parlamento, sia pure per un periodo di tempo limitato, l'esercizio esclusivo della funzione legislativa, ma è previsto dall'art.77 della Costituzione, quindi basta parlare di dittatura. Tutti i governi hanno un po' abusato dei DL, invocando la necessità e l'urgenza, ma il problema è semmai di mettersi d'accordo sul significato di “necessità ed urgenza”. Tutto ciò come premessa al DL Brunetta, che doveva entrare in vigore in tutta Italia, dopo il 25 giugno 2008, ma qui alle Molinette si sproloquia in latino, ma si agisce in napoletano. Così, queste menti eccelse, attesero invano che il DL decadesse. Invece, prima dei fatidici 60 giorni, venne convertito in legge. E le Molinette? Come se nulla fosse accaduto. Forse aspettavano che cadesse il governo (ma di Noemi quasi nessuno aveva ancora sentito parlare). Passarono i mesi, ed i latino-partenopei molinettiani decisero, bontà loro, di dare applicazione ad una legge dello Stato, che piaccia o meno, è una legge (dura lex, sed lex). Brunetta ha constatato come il dipendente in permesso sindacale non stia lavorando per l'azienda, bensì per il sindacato, e non ha quindi diritto alla retribuzione di risultato. Ecco perché la sala di rappresentanza delle Molinette venne occupata da una folla mal condotta, che pensava di dare l'assalto alla Bastiglia. Un manager avrebbe risposto citando i latini, ma non alle Molinette. Così la cosiddetta “azienda” sancì la propria indipendenza da Roma ladrona. Neppure Calderoli avrebbe osato tanto! Infine, il 14 maggio, l'amministrazione ha informato le OO.SS. che la commissione tecnica, composta da cinque sindacalisti e cinque funzionari, aveva deciso per tutti: trattenute retroattive. Ma in quella riunione erano tutti presi ad elogiarsi reciprocamente, e pare non si siano intesi su qualche piccolo particolare, tipo l'entità delle trattenute mensili. E qui casca l'asino!

domenica 24 maggio 2009

Le cosiddette "opposizioni"

Franceschini, quello che mandano in giro a parlare con i salumai, ha intimato a Berlusconi di rispondere alle domande di Repubblica. Secondo Franceschini, Repubblica sarebbe sinonimo di "libera stampa", ed un premier dovrebbe essere costretto, in base ad una norma non scritta e non riportata in alcun testo giuridico, a rispondere ai quesiti suddetti, di qualunque cosa si tratti. Non è così, e Berlusconi snobba l'uno (il girovago) e l'altra (la libera stampa). Evita di parlare di Noemi: quella ragazza che è diventata famosa per effetto della sua relazione, vera o presunta, con il Berlusca. Franceschini non vuole proprio capire che all'elettore medio non frega un accidente di quello che fa l'uomo di Arcore sul letto o su qualunque altra superficie atta a performance sessuali. Se Berlusconi riesce ancora a fare l'acrobata del sesso, beato lui! Noemi non lo ha denunciato, vero? Fanceschini, tra una bocciofila e l'altra, ha promesso che ad ottobre si toglierà dalle scatole, e questo gioverà di sicuro al suo partito. Ora vorrebbe che Di Pietro e Casini lo aiutassero a sfiduciare Berlusconi, ma con quali voti? Loro non ci cascano, perché sono ammalati di protagonismo, sono più carismatici di Franceschini, ma non sono scemi. I due o tre partiti che si collocano nella sinistra extraparlamentare del PD si lamentano per non essere stati invitati alla festa. Peggio delle streghe cattive delle favole! Tutti i pezzi della cosiddetta opposizione vorrebbero mettere in difficoltà Berlusconi, ma mancano di argomenti, ed anche di proposte. Grazie alla pochezza delle opposizioni, l'uomo di Arcore sembra sempre più il salvatore della patria. Lo è per esclusione, per mancanza di alternativa. Ora che propone di ridurre i parlamentari con una legge di proposta popolare, non possono più dargli del fascista, per paura di dover ammettere che i fascisti possano raccogliere il consenso della base. Il PD afferma di avere una proposta analoga, ma tutti ci ricordiamo che fu il centro-sinistra ad indire un referendum che impedì detta riduzione. I radicali sono contrari; per forza: sono quattro gatti, e non possono permettersi di diventare due! Ma parliamo di cose concrete: i tedeschi rilanciano su Opel, facendo trovare duro a Marchionne, e noi? Ha detto di sfuggita che la Fiat potrebbe azzerare il marchio Lancia, e nessuno ha fatto una piega. Quei cretini, che continuano a menarla con 'sta Noemi, se ne fregano completamente che un marchio glorioso possa scomparire. Non è bastato regalare la Lancia alla Fiat. Non è bastato che la Fiat abbia snaturato un preziosissimo know how, per appianare verso il basso la media tra le due produzioni. Ora, che della Lancia è rimasto giusto qualche modelluccio, Marchionne la chiuderebbe senza pensarci due volte. E Franceschini che ne pensa? Se non ha un'idea sua, chieda ai suoi nuovi amici delle bocciofile. Quelli di sicuro si ricordano della Lancia di una volta: dei modelli precedenti alla Delta, per intenderci. Non che la Delta fosse da buttare.

venerdì 22 maggio 2009

Istituzioni e poteri dello Stato pletorici

Il cavaliere (anzi il Cavaliere) ha detto che il parlamento è pletorico, e tutti noi siamo andati a cercare sui dizionari il significato di questo termine, che non è esattamente di uso comune. Lui voleva dire che i 630 deputati ed i 315 senatori (più quelli a vita) sono troppi! Evviva! Gli unici italiani che non la pensano così sono i parlamentari stessi, oltre a quelli che traggono indiretto vantaggio da quei monumentali redditi. Non a caso, Fini, che deve dire sempre la sua su tutto quel che sente dire da Berlusconi, ha ribattuto che il parlamento non è inutile e neppure così lento e macchinoso. Ci mancherebbe che Fini sputasse nel piatto dove mangia e dove ha sempre mangiato. Che lavoro faceva prima di diventare parlamentare? Come tanti altri politici di professione, ha fatto sempre solo quel mestiere; segno che si è trovato bene! Berlusconi ha anche affermato che sarebbe assurdo attendersi che i deputati ed i senatori rinunciassero spontaneamente a tutto quel ben di Dio. Verissimo! Bisognerebbe tagliare di brutto quelle schiere troppo folte e troppo lente a combinar qualcosa di utile. Una cosa che né Berlusconi, né Fini hanno dichiarato è che peggio dei politici di professione ci sono i parlamentari che lo fanno part time. Si vedano vari illustri legali, che arrotondano quei quattro soldini che prendono alla camera o al senato, con altri quattro soldini che prendono per difendere qualche facoltoso mariuolo.  A proposito di cose pletoriche, si vedano le sentenze di quattrocento pagine, quando ne basterebbero quaranta o magari quattro. Lo ha detto Brunetta, a proposito dell'ultima sentenza anti-Berlusconi. Montanelli diceva che chi scrive dieci righe, dove ne bastano cinque, dovrebbe essere arrestato. Il Brunetta ha evidenziato come in parte i giudici dipendano dal suo ministero. Allora sarebbe cosa saggia pagare i loro incentivi alla produttività solo quando siano in grado di sbattere in galera in fretta i criminali, piantandola con tutti quei rinvii, quelle perizie e quelle prove che saltano fuori dopo anni. Che guardino qualche telefilm americano: le prove o si trovano subito, o non si trovano più! E come la mettiamo con tutti i criminali che escono per decorrenza dei termini di custodia cautelare? Se i signori giudici la piantassero di tirarla per le lunghe quando sono di fronte a situazioni di criminalità palese, potrebbero concentrarsi in tempo utile sui casi veramente complicati. Tornando al parlamento pletorico, il centro destra, Fini a parte, si è schierato con il capo, anche se dovesse significare rinunciare a lauti stipendi pubblici. Non ci sono dubbi che, dove c'è troppa gente che chiacchiera, si perde un sacco di tempo, e non è detto che si combini qualcosa di buono. Inoltre ci sono i maledetti "pianisti". Chi è stato a Bruxelles racconta che nell'europarlamento i pianisti non ci sono. Si vede che noi italiani siamo "creativi", e ci crediamo maledettamente "furbi". Quando in parlamento saranno in cento per camera, sarà più facile fare l'appello e non pagare gli assenteisti. Brunetta comincia da loro!